TAORMINA – Un progetto che divide, una scelta amministrativa che fa discutere. Il Circolo Pd di Taormina scende in campo per esprimere il suo netto dissenso nei confronti dell’ipotesi di istituire quattro nuove società partecipate per la gestione dei servizi comunali. Secondo i democratici, l’iniziativa, non porterebbe alcun miglioramento nell’amministrazione della città, ma al contrario rischierebbe di trasformarsi in un pesante fardello economico per i cittadini, destando preoccupazione per quello che il Pd definisce “un ritorno a modelli gestionali fallimentari”.
I riferimenti ai casi di Messinambiente e degli Ato (Ambienti territoriali ottimali) , le cui liquidazioni hanno lasciato strascichi finanziari pesanti per i comuni siciliani, risultano più che evidenti: “Abbiamo già visto i danni di certe scelte e continuiamo a pagarne le conseguenze”, si legge nella nota redatta dal circolo democratico. Creare nuove società partecipate significherebbe quindi, rischiare di replicare gli errori del passato, con conseguenze che potrebbero gravare sui cittadini per anni.
Bisognerebbe quindi, secondo il Pd, che i consiglieri comunali verifichino con uno studio certificato, se la creazione di nuove partecipate possa realmente garantire risparmi di spesa e una gestione più efficiente, come si evince nel proseguimento della nota: “Una società ha costi fissi importanti: stipendi per presidenti e consiglieri di amministrazione, spese per uffici e personale. Bisogna chiedersi se tutto ciò porti reali benefici ai cittadini o solo nuovi centri di spesa”. Inoltre, sottolineano i democratici, spesso la creazione di nuove partecipate si accompagna a un incremento della burocrazia, che potrebbe rallentare ulteriormente l’erogazione dei servizi, problema che già si verifica in altri settori della pubblica amministrazione e che rischierebbe di aggravarsi con l’introduzione di nuove strutture gestionali.
Messina e Taormina, due territori diversi che non possono essere trattati nello stesso modo
Uno degli aspetti più contestati dal circolo, riguarderebbe l’integrazione di Taormina nella sfera d’influenza della città metropolitana di Messina, rispetto alla quale il Pd denuncia “un tentativo di centralizzazione che non tiene conto delle peculiarità territoriali”, attraverso cui la città rischierebbe di perdere autonomia decisionale a vantaggio di un modello che potrebbe rivelarsi inefficace. Il timore principale è che la gestione dei servizi non venga calibrata sulle esigenze specifiche di Taormina, ma che venga inglobata in una logica più ampia che potrebbe risultare penalizzante: “Le differenze territoriali non possono essere ignorate. Ciò che funziona per Messina non è detto che funzioni per Taormina”, ha ribadito il Pd.
La soluzione del Pd
Più che grandi partecipate, il Pd sarebbe in favore di un approccio differente: incentivare forme di cooperazione tra i comuni del circondario, con l’obiettivo di ottimizzare la gestione dei servizi senza perdere il controllo locale. “Se si parlasse di un’unione multi-servizi limitata ai comuni vicini, potremmo discuterne con interesse. Ma così com’è, questo progetto sembra destinato al fallimento”, sottolineano i rappresentanti del partito. La proposta alternativa esposta, pone al centro l’idea di creare una rete di collaborazione tra amministrazioni locali, con strumenti di condivisione delle risorse, senza sacrificare l’autonomia decisionale di ciascun comune.
La critica dei democratici sulla gestione degli appalti pubblici
L’ultima critica mossa dal partito, farebbe riferimento alla gestione degli appalti pubblici per i servizi essenziali, come la raccolta dei rifiuti e il servizio idrico. Le strutture attualmente responsabili, la Srr (società di regolamentazione del servizio di gestione rifiuti) e l’Ati (assemblea territoriale idrica), risultano già in una fase di stallo politico che rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione. Questo stallo dimostra, secondo il PD, come accorpare tutto sotto un’unica entità non sia la soluzione migliore. “Non possiamo permettere che la gestione di servizi così importanti venga paralizzata da una macchina amministrativa troppo grande e poco funzionale”, avverte il circolo.
Per il Circolo Pd, il rischio maggiore è che l’intero piano serva solo a creare nuove poltrone e incarichi per professionisti della politica, piuttosto che a migliorare la qualità dei servizi. “Non c’è alcun beneficio per Taormina, ma solo per chi cerca nuove rendite di posizione”, conclude la nota del partito.
Una presa di posizione netta, quella del Pd di Taormina che chiede quindi un ripensamento sul progetto, invitando i cittadini e gli amministratori a una riflessione più approfondita prima di compiere scelte che potrebbero avere ripercussioni negative a lungo termine.