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Il dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina, Maurizio Lento è stato promosso al grado di Primo Dirigente della Polizia di Stato. La decisione è stata assunta dal Consiglio di Amministrazione per il personale della Polizia di Stato nel corso della seduta del 24 giugno, riconoscendo il percorso professionale maturato in oltre venticinque anni di servizio. L’avanzamento di qualifica rappresenta un importante traguardo nella carriera del funzionario, che dal 2022 guida il Commissariato di Taormina, ricoprendo anche il ruolo di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza in uno dei territori più delicati e strategici della provincia messinese, caratterizzato da una forte vocazione turistica e da un’intensa attività di prevenzione e controllo del territorio.

Entrato nella Polizia di Stato nel 2000, Maurizio Lento ha mosso i primi passi professionali alla Questura di Reggio Calabria, prestando servizio prima all’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e successivamente all’ufficio scorte e servizi di istituto. Nel 2005 è stato assegnato alla squadra mobile della stessa Questura, maturando una significativa esperienza investigativa. Due anni dopo, nel 2007, ha assunto la guida della squadra mobile della Questura di Vibo Valentia, incarico che gli ha consentito di consolidare competenze nel contrasto alla criminalità e nella direzione delle attività investigative. Nel novembre 2011 il trasferimento alla Questura di Messina, gli ha permesso di ricoprire diversi incarichi di rilievo. Ha infatti prestato servizio presso la Divisione Polizia Anticrimine, successivamente alle Volanti e infine alla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, acquisendo un’esperienza trasversale nei principali settori operativi della Questura. Nell’ottobre 2022 gli è stata affidata la dirigenza del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina e, da allora, ha coordinato le attività di ordine e sicurezza pubblica in un comprensorio che, soprattutto durante la stagione estiva, richiede un costante impegno delle forze dell’ordine per la gestione dei flussi turistici e dei grandi eventi. A seguito della promozione, il Questore di Messina e tutti i colleghi hanno espresso le proprie congratulazioni al neo Primo Dirigente, formulandogli gli auguri di buon lavoro e di un rinnovato impegno al servizio della collettività, a conferma della fiducia riposta nelle sue capacità professionali e nell’esperienza maturata nel corso della carriera.

Taormina

MESSINA – Una diagnosi formulata in meno di 24 ore, una terapia avviata con tempestività e un lavoro di squadra che ha coinvolto numerose specialità ospedaliere hanno consentito di evitare la dialisi a un ragazzo di 17 anni ricoverato nei giorni scorsi al Policlinico universitario “G. Martino” di Messina. Il giovane era giunto al Pronto soccorso con un quadro clinico caratterizzato da un generale stato di malessere e da un evidente colorito giallastro della pelle, sintomi che hanno subito fatto scattare approfondimenti diagnostici.

L’équipe della Nefrologia, diretta dal professor Domenico Santoro, ha rapidamente ipotizzato la presenza di una forma molto rara di malattia genetica: la microangiopatia trombotica secondaria a sindrome emolitico uremica atipica, una patologia rara e particolarmente grave che può provocare un rapido deterioramento della funzionalità renale fino a rendere necessaria la dialisi. Oggi, tuttavia, per questa malattia esiste una terapia mirata capace di modificarne significativamente il decorso, a condizione che venga somministrata nel più breve tempo possibile.

Da quel momento è stato attivato un percorso assistenziale multidisciplinare che ha coinvolto ben otto strutture dell’ospedale universitario: Pronto soccorso generale, Nefrologia, Ematologia, Centro trasfusionale, Centro vaccinale, Malattie infettive, Farmacia ospedaliera e Unità farmaci antiblastici (Ufa). Ogni reparto ha contribuito a completare rapidamente l’iter diagnostico e a predisporre tutte le condizioni necessarie per l’avvio della terapia.

Un elemento determinante per confermare il sospetto clinico è arrivato anche dalla storia familiare del paziente: il padre era stato colpito dalla stessa patologia alla medesima età. Parallelamente sono stati completati gli esami di laboratorio specialistici, mentre il Centro trasfusionale ha escluso che l’anemia emolitica fosse di origine autoimmune. Una volta confermata la diagnosi, Farmacia e Ufa hanno immediatamente reso disponibile il farmaco specifico.

Il valore del lavoro multidisciplinare

Prima di iniziare il trattamento, i medici hanno dovuto affrontare un ulteriore passaggio fondamentale. Poiché la terapia comporta una riduzione delle difese immunitarie, il ragazzo è stato sottoposto alle vaccinazioni necessarie e, in stretta collaborazione con gli specialisti di Malattie infettive, è stata predisposta una copertura antibiotica preventiva. Completato questo iter, è stato possibile iniziare immediatamente la somministrazione del farmaco. Nell’arco di due giorni i parametri clinici e di laboratorio hanno iniziato a migliorare progressivamente, scongiurando il ricorso alla dialisi.

“È importante ricordare – ha sottolineato il professor Domenico Santoro – che per questa malattia molte persone sono finite in dialisi e molti non ce l’hanno fatta. La tempestività nella diagnosi è fondamentale e, trattandosi di una patologia molto rara, il sospetto diagnostico precoce insieme agli esami di conferma sono stati determinanti. Quanto accaduto rappresenta un bell’esempio del funzionamento di un ospedale pubblico, del Servizio sanitario nazionale e dell’importanza di poter contare su specialisti esperti nelle malattie rare all’interno di una struttura capace di offrire risposte rapide. Un tempo, per casi di questo tipo, era spesso necessario rivolgersi a centri del Nord Italia. Questo non è il primo caso diagnosticato al Policlinico di Messina e segue altri episodi conclusi positivamente, seppure con dinamiche differenti”.

Soddisfazione anche da parte della direzione dell’Azienda ospedaliera universitaria. “Riuscire ad assicurare ai nostri pazienti opportunità di cura per le quali in passato era necessario spostarsi fuori regione rappresenta un risultato importante e motivo di soddisfazione – ha evidenziato il direttore amministrativo dell’Aou G. Martino, Elvira Amata –. Vicende come questa dimostrano la centralità del nostro ospedale e il valore di un’assistenza fondata sulla collaborazione tra competenze multidisciplinari”.

A testimoniare il valore umano dell’assistenza ricevuta è stata infine la madre del giovane paziente. “Desidero rivolgere un ringraziamento speciale a tutto il personale che in questi giorni si è prodigato per mio figlio. Se è vero che curare rappresenta la normalità per un ospedale, non è altrettanto scontato trovare quell’umanità quotidiana che rende tutto più leggero. Io e mio figlio abbiamo incontrato uno staff meraviglioso, con medici e infermieri che ci sono stati vicini in ogni momento, e questo per noi è stato davvero prezioso”.

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