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La fase dell’emergenza è alle spalle, ma la vera sfida comincia adesso. Dopo il passaggio del ciclone Harry, che ha messo in ginocchio tratti significativi della riviera jonica messinese, il dibattito si sposta dalla somma urgenza alla pianificazione strutturale. A Tao Mattina Live, su Radio Taormina Tv, il tema è stato al centro di un approfondimento con Gaetano Scarcella, presidente del Consiglio comunale di Nizza di Sicilia, ospite in studio, e Giovanni Lazzari, presidente provinciale dell’Ordine degli Architetti di Messina, intervenuto in collegamento.

Il punto di partenza è il confronto pubblico che si è svolto proprio a Nizza di Sicilia, dove accademici, professionisti, amministratori e cittadini si sono ritrovati attorno allo stesso tavolo per avviare una riflessione organica sul futuro del fronte mare compreso tra capo Scaletta e capo Schisò. Un tratto di costa fragile, segnato da erosione, dissesto e da un modello infrastrutturale che oggi mostra tutti i suoi limiti.

Non più lungomari “così com’erano”

Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: non sarà più possibile ripristinare i lungomari nella loro configurazione precedente. Secondo Lazzari, occorre superare la logica delle opere rigide che negli anni hanno compresso la spiaggia e alterato il naturale dinamismo della costa. I cosiddetti lungomari “duri”, con barriere e infrastrutture a ridosso della battigia, sono stati indicati come una delle cause dell’arretramento degli arenili.

La prospettiva progettuale, dunque, cambia radicalmente: restituire spazio alla spiaggia significa ragionare su arretramenti, delocalizzazioni, riconversioni. Un passaggio complesso sul piano urbanistico e amministrativo, ma non più eludibile se si vuole costruire un equilibrio duraturo tra infrastrutture e mare. In questa visione rientra anche l’ipotesi di ripensare il sistema della mobilità costiera, alleggerendo il traffico sui lungomari attraverso una diversa gerarchia delle infrastrutture.

Tra le proposte emerse nel dibattito figura anche il possibile declassamento dell’autostrada in una sorta di tangenziale ionica, con l’obiettivo di ridurre la pressione veicolare lungo la linea di costa. Una scelta che comporterebbe vantaggi in termini di vivibilità e sicurezza, ma che richiederebbe valutazioni tecniche approfondite e un coordinamento sovracomunale solido.

Rigenerazione urbana e nuova idea di costa

Il ragionamento non si limita alle opere viarie. E’ stata richiamata l’attenzione sulle potenzialità di rigenerazione urbana legate alla linea ferroviaria storica e alle aree di stoccaggio dismesse, che potrebbero essere riconvertite in funzioni compatibili con un modello di costa sostenibile: spazi pubblici, percorsi ciclopedonali, servizi legati al turismo lento, attrezzature culturali e ambientali.

Il piano strategico per la riviera jonica dovrà integrare più livelli di complessità: erosione costiera, dissesto idrogeologico, crisi climatica. Per evitare interventi frammentati tra i diversi Comuni, sarà indispensabile un coordinamento istituzionale forte e multidisciplinare, capace di coinvolgere Regione, Stato, università e Ordini professionali. Proprio su questo punto, il presidente dell’Ordine degli Architetti ha sottolineato la disponibilità della categoria a offrire un contributo operativo, non meramente consultivo, mettendo a sistema competenze progettuali, normative e culturali.

Tra le ipotesi più ambiziose, quella di una legge speciale per il tratto compreso tra capo Scaletta e capo Schisò, che possa incidere realmente su risorse, tempi e qualità degli interventi, superando vincoli e lentezze procedurali. Una cornice normativa straordinaria che permetta di trasformare una “pagina nera” in occasione di rigenerazione territoriale.

L’impegno delle amministrazioni

Dal versante istituzionale, Gaetano Scarcella ha evidenziato come l’incontro di Nizza rappresenti la prima vera occasione di riflessione organica dopo l’emergenza. Gli interventi di somma urgenza hanno consentito il ripristino della viabilità e dei servizi essenziali, ma ora si apre una fase più delicata, quella della pianificazione strutturale.

La parola chiave, secondo Scarcella, è unità. Senza un coordinamento stabile tra i Comuni della fascia ionica, ogni sforzo rischia di rimanere isolato. L’ipotesi di formalizzare un organismo sovracomunale o comunque un tavolo permanente di confronto appare una delle strade possibili per dare continuità al percorso avviato.

Sul ripensamento dei lungomari, il presidente del Consiglio comunale di Nizza non esclude che si possano discutere anche soluzioni radicali, purché condivise e sostenute da un solido impianto tecnico. Quanto alla proposta di una legge speciale, sarà necessario un confronto con la Regione e con il Parlamento nazionale, avviando interlocuzioni istituzionali mirate.

A Tao Mattina Live il confronto sul futuro del fronte mare tra capo Scaletta e capo Schisò: dalla rigenerazione dei lungomari a una possibile legge speciale
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