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Una casa che cambia le vite: dieci anni di misericordia e accoglienza a Messina

A Camaro, nel cuore di Messina, la Casa della Misericordia festeggia dieci anni di attività: una storia di volontariato gratuito, ascolto e dignità che chiude le celebrazioni natalizie di Terra di Gesù Odv

MESSINA – C’è un luogo, a Camaro, dove da dieci anni la fragilità non è una colpa e l’accoglienza non è una parola astratta. È la Casa della Misericordia, una realtà che ha scelto di stare accanto a chi non ha più nulla, offrendo non solo un tetto ma soprattutto una possibilità di riscatto. Il decennale di attività, celebrato nei giorni scorsi, ha segnato anche la conclusione delle iniziative natalizie promosse da Terra di Gesù Odv, trasformandosi in un racconto collettivo di umanità e impegno quotidiano.

Nata nel 2015 all’interno dei locali della parrocchia di SS Maria dell’Incoronata di Camaro Superiore, la Casa della Misericordia ha saputo nel tempo diventare un punto di riferimento per migranti, vittime di tratta e persone senza fissa dimora. Una presenza discreta ma costante, capace di incidere in profondità nel tessuto sociale della città.

Dieci anni di volti, storie e rinascite

In dieci anni sono state oltre cinquecento le persone accolte, tutte a titolo completamente gratuito e senza alcun contributo pubblico. Numeri importanti, che però non raccontano fino in fondo il valore di un’esperienza fondata sull’ascolto e sulla relazione. Sotto la guida di Mariella Costantino, la struttura umanitaria ha costruito un modello di accoglienza basato sulla dignità della persona, sull’accompagnamento e su percorsi di reinserimento, restituendo fiducia a chi l’aveva perduta.

Ogni ospite porta con sé una storia diversa, spesso segnata da dolore e solitudine. La Casa della Misericordia ha scelto di rispondere a queste ferite con gesti semplici ma essenziali: una stanza, un pasto, una parola, una presenza costante.

La festa e la visita dell’arcivescovo

La celebrazione del decennale è stata vissuta come un momento di condivisione autentica, insieme agli ospiti e ai volontari. A rendere ancora più significativa la serata è stata la presenza di mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina, che ha spento le candeline sulla torta augurale e si è intrattenuto a lungo con gli ospiti, tra cui anche due bambini in tenera età.

Alla serata hanno partecipato anche mons. Francesco La Camera e padre Pino Gentile, parroco e viceparroco della chiesa che ospita la casa famiglia. Durante la visita, l’arcivescovo ha incontrato volontari, operatori e beneficiari, sottolineando come una comunità matura sia quella capace di farsi carico delle fragilità. “Questo centro rappresenta un esempio concreto di come la comunità possa unirsi per tendere una mano a chi si trova in difficoltà – ha detto Accolla –. La misericordia non è solo un valore spirituale, ma un impegno quotidiano che si traduce in gesti di solidarietà e amore verso il prossimo”.

Memoria, radici e futuro

Nel corso della serata, Francesco Certo, presidente di Terra di Gesù Odv, ha ricordato la figura del compianto padre Cento, cofondatore della Casa della Misericordia, evidenziando l’importanza delle radici su cui si fonda questa esperienza. Un progetto nato da un’intuizione semplice ma profonda: stare accanto agli ultimi senza chiedere nulla in cambio.

Oggi, a dieci anni dalla nascita, la Casa della Misericordia continua a guardare avanti. L’obiettivo resta quello di rafforzare l’azione quotidiana, mantenendo vivo uno stile di accoglienza che non si limita all’assistenza materiale, ma punta a offrire sostegno morale, ascolto e nuove opportunità di vita. A Messina, nel quartiere Camaro, questa casa continua a raccontare una storia diversa. Una storia fatta di porte aperte, mani tese e vite che, passo dopo passo, ritrovano la strada della dignità.