MESSINA – Il quartiere di Bordonaro si prepara a rinnovare uno dei riti più antichi ed identitari della tradizione popolare messinese, con il ritorno nel giorno dell’Epifania, della storica festa de “U Pagghiaru”, appuntamento profondamente radicato nella memoria collettiva della città, oggi riconosciuto ufficialmente come patrimonio culturale immateriale, essendo iscritto nel registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis).
Una festa che unisce fede, tradizione e comunità
Un evento che, anno dopo anno, continua a richiamare residenti e visitatori, confermandosi come momento simbolico di incontro tra fede, tradizione ed identità comunitaria. La manifestazione, sostenuta dal patrocinio e dal supporto dell’amministrazione comunale, rientra tra gli appuntamenti più sentiti del calendario delle tradizioni popolari messinesi. A rendere noto il programma, sono stati gli assessori comunali alle tradizioni popolari Enzo Caruso e ai rapporti con le circoscrizioni Massimiliano Minutoli, sottolineando il valore storico e culturale della celebrazione
Le origini millenarie del Pagghiaru e il valore simbolico del rito
Realizzato con un palo di rami di castagno, rivestito da fronde di acacia e adornato con ciambelle di pane e agrumi, il Pagghiaru affonda le sue radici nell’XI secolo, quando i Padri Basiliani, provenienti dall’Armenia, introdussero a Bordonaro l’usanza di celebrare il Battesimo del Signore con solenni riti officiati sotto un grande albero a forma di capanna, che richiama idealmente la capanna della Natività e, al tempo stesso, antichi culti legati alla terra e al ciclo della vita. La manifestazione si svolgerà secondo il programma curato da padre Severino, parroco della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie di Bordonaro, custode di una tradizione che continua a tramandarsi di generazione in generazione.
I preparativi e il programma, dall’Epifania l’intero villaggio in festa
I preparativi entreranno nel vivo già lunedì 5 gennaio, con il tradizionale rivestimento dell’albero, fase rituale che precede la giornata centrale dei festeggiamenti, che prenderanno il via il 6 gennaio con l’addobbo dell’albero. Alle 11.30, spazio ai giochi in piazza dedicati ai più piccoli, tra cui la suggestiva rottura della quartara, mentre nel pomeriggio, alle 15.30, le vie del villaggio saranno animate dall’esibizione della Banda “G. Verdi” di Bordonaro, accompagnata dal suono arcaico degli zampognari, creando un’atmosfera carica di suggestione. Alle 16.00 si svolgeranno i riti della benedizione dell’acqua e dei partecipanti, seguiti, alle 16.15, dal momento più atteso e simbolico, l’assalto de “U Pagghiaru”, espressione collettiva di devozione, partecipazione e identità comunitaria.
Musiche, riti e spettacoli popolari, il racconto di una tradizione viva
A seguire, canti e musiche popolari, animazione musicale e, alle 18.00, lo spettacolo della tradizionale pantomima de “U cavadduzzu e l’omu sabbaggiu”, una rappresentazione di forte valore simbolico che affonda le sue radici nell’immaginario popolare. La serata proseguirà alle 18.30 con il presepe vivente e uno spettacolo di animazione arricchito da canti popolari e natalizi. Gran finale alle 21.00, con la conclusione dei festeggiamenti affidata ai giochi pirotecnici. Una giornata intensa e carica di significati, che rinnova il legame profondo tra sacro e profano, tra passato e presente, confermando “U Pagghiaru” come uno dei momenti più autentici e rappresentativi della cultura popolare messinese, capace di raccontare, attraverso il rito, l’anima stessa della comunità di Bordonaro e dell’intera città.






