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Ascesso parafaringeo, intervento salvavita urgente a Taormina: 31enne fuori pericolo

Diagnosi immediata, chirurgia d’urgenza e lavoro multidisciplinare evitano conseguenze potenzialmente fatali

TAORMINA – Un accesso tempestivo al Pronto soccorso e una catena di decisioni rapide hanno permesso di salvare la vita a un giovane di 31 anni colpito da un ascesso parafaringeo, una patologia rara ma estremamente pericolosa che, se non trattata in modo immediato, può evolvere in forme gravissime come la mediastinite o causare un’improvvisa ostruzione delle vie aeree. Il paziente si era presentato in ospedale lamentando da quattro giorni difficoltà alla deglutizione, dolore intenso al lato destro del collo e trisma, ovvero l’impossibilità di aprire correttamente la bocca, segnali clinici che hanno subito fatto scattare l’attenzione dei sanitari.

Dalla valutazione clinica alla diagnosi decisiva
La consulenza otorinolaringoiatrica, affidata al dottor Nicolò Politi, ha consentito di inquadrare immediatamente la gravità del quadro clinico, tanto da portare ad allertare la responsabile del reparto, Serenella Palmeri, nonostante fosse in ferie. In parallelo, grazie alla collaborazione del radiologo Pietro Carbonaro, è stata eseguita con urgenza una tomografia computerizzata che ha confermato la presenza di una voluminosa raccolta ascessuale nella parete laterale destra della faringe, un riscontro che ha reso inevitabile l’attivazione immediata della procedura chirurgica.

La corsa contro il tempo in sala operatoria
Con il supporto del dottor Francesco Cancemi, il paziente è stato condotto in sala operatoria, seguito con attenzione dal personale infermieristico composto da Sara Paesano e Diana Longo, e sottoposto a un intervento delicato e complesso. Fondamentale si è rivelato il contributo degli anestesisti Filippo Isaia ed Ezio Famà, chiamati a gestire un’intubazione particolarmente difficile per il ridotto spazio respiratorio, la fragilità dei tessuti e il rischio elevato di polmonite ab ingestis nel caso di apertura accidentale della sacca ascessuale. “Gli ascessi parafaringei rappresentano vere emergenze potenzialmente fatali – ha spiegato Serenella Palmeri – perché possono determinare sepsi, ostruzione delle vie aeree e mediastinite, oltre a gravi complicanze vascolari come l’erosione dell’arteria carotide o la tromboflebite della vena giugulare interna, nota come sindrome di Lemierre. In questi casi la tempestività e l’approccio multidisciplinare sono determinanti per evitare esiti drammatici”.

L’esito dell’intervento ha confermato l’efficacia dell’azione sanitaria messa in campo: già al risveglio il giovane ha mostrato un netto miglioramento delle condizioni cliniche e non si è reso necessario il trasferimento in Rianimazione. Un risultato che sottolinea, ancora una volta, il ruolo centrale dell’ospedale di Taormina nella gestione delle urgenze complesse e la capacità dei suoi professionisti di garantire cure di alto livello al servizio della comunità, in ogni periodo dell’anno.