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Nuovo porto di Tremestieri, lavori fermi al 37%: la Uil lancia l’allarme

Il sindacato denuncia: "Così l’opera strategica per Messina rischia di diventare un’incompiuta"

MESSINA – Un’opera strategica da circa 90 milioni di euro, destinata a ridisegnare la mobilità pesante della città e a liberare il centro urbano dal traffico dei mezzi diretti agli imbarchi, rischia di arenarsi tra ritardi, silenzi istituzionali e scelte tecniche mai chiarite fino in fondo. Sul nuovo porto di Tremestieri torna ad accendersi il faro della Uil, che attraverso i suoi vertici provinciali e di categoria esprime forti preoccupazioni sullo stato di avanzamento dei lavori e sulla gestione complessiva dell’appalto.

La denuncia della Uil, lavori fermi al 37% e diga foranea mai partita

A intervenire sono Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, Pasquale De Vardo, segretario generale della Feneal Uil Tirrenica e Antonino Di Mento, segretario generale della Uiltrasporti Messina, dopo la diffusione di un lungo comunicato da parte dell’impresa Bruno Teodoro spa, società incaricata della realizzazione dell’infrastruttura. Un documento che, secondo il sindacato, finisce per confermare punto per punto le criticità denunciate da mesi. I lavori risultano fermi a circa il 37 %, percentuale che fotografa una situazione di stallo evidente, soprattutto se si considera che la diga foranea, elemento essenziale dell’opera e programmata per la stagione estiva 2025, non è stata ancora avviata. Un ritardo che assume contorni ancora più preoccupanti alla luce degli eventi meteorologici recenti.

Scirocco e approdi chiusi, traffico di nuovo in città

La violenta sciroccata dei giorni scorsi ha infatti prodotto ciò che la Uil paventava da tempo, la chiusura degli attuali approdi di Tremestieri e la conseguente invasione dei mezzi nel centro cittadino, con il rischio concreto di insabbiamento delle strutture esistenti. Uno scenario che riporta indietro le lancette, aggravando una situazione già critica e mettendo in discussione l’efficacia delle soluzioni tampone adottate finora. Nel mirino del sindacato non c’è soltanto lo stato del cantiere, ma anche e soprattutto la gestione della comunicazione istituzionale.

Il silenzio delle istituzioni e il rischio incompiuta

La Uil giudica “irrituale” che a informare la città sia stata direttamente l’impresa appaltatrice, sottolineando come una corretta, costante e trasparente informazione avrebbe dovuto essere garantita da chi ha la responsabilità pubblica dell’opera. In primis dal commissario straordinario per la realizzazione del porto, Francesco Di Sarcina, quindi dal sindaco Federico Basile, anche nel suo ruolo di stazione appaltante, e dal presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, Mario Rizzo. Tempi, scelte strategiche, soluzioni tecniche definitive e, non ultimo, il rapporto con la città: sono questi, secondo la Uil, i nodi che rientrano nelle competenze di chi è chiamato a dirigere, coordinare e portare a termine l’infrastruttura più importante per il territorio messinese. Il silenzio che, ad oggi, circonda queste figure istituzionali viene definito assordante e contribuisce ad alimentare il timore che il nuovo porto di Tremestieri possa trasformarsi nell’ennesima opera incompiuta.

Cantiere interdetto e beni comuni, l’ultimo nodo irrisolto

A rendere il quadro ancora più teso è un passaggio contenuto nella nota dell’impresa, giudicato dal sindacato letteralmente urticante, il riferimento a soggetti che, senza alcun titolo di proprietà, avrebbero di fatto impedito per lungo tempo l’accesso dei mezzi all’area di cantiere. Un comportamento ritenuto gravissimo, che per la Uil rappresenta l’ennesima manifestazione di una concezione distorta e atavica della gestione dei beni comuni, indicata come uno dei mali strutturali della città.