Mentre il dibattito politico siciliano si infiamma sui social e riemergono vecchie fratture nel centrodestra, Cateno De Luca prova a spostare l’asse della discussione su un terreno diverso: quello della formazione, del merito e della costruzione di una nuova classe dirigente. Due piani che si sovrappongono solo in apparenza, ma che raccontano bene il momento attraversato dall’ex sindaco di Messina, impegnato a lanciare Ti Amo Sicilia proprio mentre infuria una nuova polemica politica.
Il Centro studi prenderà ufficialmente forma a Caltagirone, con una due giorni in programma il 17 e 18 gennaio, all’interno del percorso denominato “Governo di liberazione”. Un appuntamento che, nelle intenzioni di De Luca, segna l’avvio di un progetto strutturato e destinato a durare, lontano dalle logiche del consenso immediato.
Non un partito, ma un laboratorio di classe dirigente
“Ti Amo Sicilia non è un partito e non è uno strumento di massa”, ha chiarito De Luca nel corso di una diretta Facebook. “È un Centro studi che nasce con un obiettivo preciso: formare una nuova classe dirigente in Sicilia. Una vera fucina in cui crescere donne e uomini capaci di assumersi responsabilità nel mondo dell’imprenditoria, della politica, della burocrazia e della società civile”.
Parole che definiscono con nettezza la natura del progetto, pensato come risposta a una stagione politica in cui, secondo De Luca, prevalgono scorciatoie e improvvisazione. “Vogliamo rimettere al centro il valore dei percorsi, del merito, della disciplina e della responsabilità”, ha spiegato, delineando un’impostazione rigorosa, quasi controcorrente.
Il passo di lato dei leader e il ruolo dei mentori
Uno degli elementi più caratterizzanti riguarda il ruolo di chi ha già maturato esperienza politica e amministrativa. “I vari Cateno De Luca non faranno parte degli organismi decisionali di Ti Amo Sicilia”, ha precisato. “Chi ha esperienza deve fare un passo di lato e svolgere il ruolo di mentore. Non è uno slogan, è sempre stata la mia scelta di vita”.
Un passaggio che segna una discontinuità rispetto a modelli fortemente personalistici e che De Luca rivendica come uno dei risultati più significativi del suo percorso. “Ho la soddisfazione di aver contribuito a far crescere classe dirigente – ha aggiunto – ed è uno dei traguardi di cui vado più orgoglioso”.
Giovani under 35 al centro del progetto
Il cuore del Centro studi sarà affidato alle nuove generazioni. “Abbiamo fissato simbolicamente un tetto: under 35. I giovani devono diventare protagonisti”, ha affermato De Luca, legando in modo diretto la qualità della politica a quella della vita quotidiana. “La politica governa i processi essenziali di una società, dall’istruzione ai servizi pubblici. Se la qualità della politica scende, scende la qualità della vita”.
Da qui la necessità, ribadita più volte, di costruire una classe dirigente preparata, libera e profondamente radicata nei territori, capace di incidere non solo in politica ma in tutti gli ambiti della vita pubblica.
Selezione sul campo e formazione reale
Il metodo scelto per avviare Ti Amo Sicilia punta su un’esperienza concreta e immersiva. “Abbiamo avviato un percorso di selezione per lo staff operativo del Centro studi – ha spiegato –. I candidati vivranno tre giorni insieme a me e ai mentori, affrontando momenti di confronto, formazione e lavoro reale”.
La selezione si svolgerà da venerdì 16 gennaio alle ore 10 fino a domenica 18 gennaio alle ore 18, alla Corte Libertina di via Gesualdo Clementi 13, a Caltagirone. Un banco di prova che va oltre il semplice colloquio. “Noi siamo pronti a investire su di voi – ha detto De Luca – ma voi siete pronti a investire su voi stessi? Chi assume un ruolo deve restituire valore alla comunità”.
Ambizione, etica e restituzione
Accanto alla dimensione tecnica, Ti Amo Sicilia introduce una riflessione più ampia sulla leadership. “Siate ambiziosi, ma con misura. Cacciate l’invidia. Siate generosi, rispettosi e consapevoli dei vostri limiti”, è l’esortazione rivolta ai giovani. Una visione che lega il successo personale a un dovere morale: “Chi ha avuto la fortuna di crescere ha il dovere di restituire qualcosa agli altri. Questo significa essere mentori”.
Il Centro studi sarà aperto anche a professionisti, imprenditori, accademici e amministratori pronti a mettere gratuitamente il proprio bagaglio umano e professionale a disposizione degli altri. “Un’agorà libera – ha spiegato – dove costruire il ricambio generazionale della Sicilia in modo serio e strutturato”.
Caltagirone e il messaggio politico
La tappa di Caltagirone assume un valore decisivo. “Scoprirete chi è alla guida di Ti Amo Sicilia. Non sono io”, ha ribadito De Luca. “Il 18 gennaio comprenderete in termini definitivi qual è l’entità del nostro progetto”.
Un messaggio che arriva mentre, sul fronte politico, si riaccendono le polemiche. Proprio De Luca, nella tarda serata di lunedì, ha innescato una nuova “rissa social” nel centrodestra messinese, annunciando un presunto messaggio su un possibile candidato sindaco, l’avvocato Carlo Autru Ryolo, e spostando poi il focus su uno dei suoi bersagli preferiti: l’ex alleato Nino Germanà, oggi tra i nomi che circolano come possibili candidati della coalizione.
Due registri opposti, quello della polemica immediata e quello della costruzione paziente, che convivono nello stesso racconto politico. Da una parte il rumore dello scontro, dall’altra il tentativo di lasciare un’eredità più profonda. Ed è proprio su questo equilibrio, tra tensioni e visione, che Ti Amo Sicilia si gioca la sua sfida più ambiziosa.






