MESSINA – Si è reso necessario, a fronte dei commenti e delle critiche circolate online nelle ultime ore in merito alle decisioni assunte dal sindaco Federico Basile in occasione delle avverse condizioni meteo registrate in città, un chiarimento da parte dell’amministrazione comunale, per fare luce sul perimetro di responsabilità e sulle procedure che regolano l’azione del primo cittadino in materia di Protezione civile. Il sindaco, nella sua veste di autorità comunale di protezione civile è infatti chiamato ad assumere decisioni e a predisporre misure organizzative esclusivamente sulla base del sistema ufficiale di allertamento e delle comunicazioni provenienti dagli organi competenti.
I livelli di allerta meteo, diramati dalla Protezione civile regionale, rappresentano il riferimento tecnico e formale cui i comuni devono attenersi per l’attivazione delle procedure previste dai rispettivi Piani di Protezione civile e per la modulazione delle misure di prevenzione, pertanto, viene ribadito con particolare chiarezza: “Il sindaco non sceglie il colore dell’allerta e non può sostituirsi alle valutazioni tecniche degli enti istituzionalmente deputati alla previsione e all’allertamento. Pretendere l’adozione di provvedimenti che prescindano dalle comunicazioni ufficiali regionali o che vadano oltre quanto formalmente disposto, significherebbe esporre l’istituzione comunale a profili di arbitrarietà e a responsabilità non proprie”.
Nel caso specifico della giornata odierna, l’avviso diramato dalla protezione civile regionale indicava un livello di allerta giallo. In questo contesto, il sindaco non aveva margine per discostarsi da quanto comunicato, dovendo necessariamente adottare misure coerenti con quel livello, attivando le procedure previste e predisponendo le azioni di prevenzione e di monitoraggio indicate dai protocolli. “Se in alcune fasce orarie le condizioni meteorologiche si sono rivelate più intense rispetto alle previsioni, la questione – sottolinea e conclude l’amministrazione – riguarda piuttosto la necessità di un ulteriore miglioramento del sistema di previsione e comunicazione, in termini di tempestività e precisione. Non può invece essere corretto attribuire responsabilità a posteriori a chi ha operato attenendosi rigorosamente agli atti ufficiali disponibili al momento”.






