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Barcellona Pozzo di Gotto ricorda Beppe Alfano a 33 anni dall’omicidio

Cerimonia davanti alla stele ed incontro pubblico su mafia, affari e politica per ricordare il cronista de La Sicilia

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Trentatré anni dopo l’omicidio di via Marconi, Barcellona Pozzo di Gotto si stringe ancora una volta nel ricordo di Beppe Alfano, il giornalista assassinato l’8 gennaio del 1993 mentre svolgeva con rigore e coraggio il proprio mestiere. Un ricordo che non è solo commemorazione, ma memoria civile, affidata oggi a due iniziative pubbliche che segnano una giornata di riflessione collettiva sul valore della verità e della libertà di stampa.

L’agguato di via Marconi e una ferita ancora aperta

Alfano, cronista del quotidiano La Sicilia, venne ucciso a pochi passi dal centro storico, mentre era fermo alla guida della sua Renault 9 color amaranto, raggiunto da alcuni proiettili calibro 22. Aveva 47 anni. Lasciò la moglie Mimma Barbaro, scomparsa lo scorso luglio, per anni presenza discreta e tenace in ogni commemorazione e tre figli. Un delitto che colpì non solo un uomo, ma una comunità intera ed il cuore stesso del giornalismo d’inchiesta.

Il cronista scomodo e le ombre irrisolte sull’omicidio

La sua, era un’attività professionale incentrata su mafie, affari, politica, amministrazioni locali e massoneria, che ha raccontato con puntualità e coraggio le dinamiche criminali del territorio e le lotte tra le cosche mafiose locali. Un lavoro scomodo, rigoroso, che non si piegava a silenzi o compromessi. Nonostante un lungo iter giudiziario, sull’omicidio Alfano restano ancora ombre ed interrogativi, soprattutto sui veri mandanti e sulle ragioni profonde che portarono a quella sera di piombo.

Dalla stele al confronto pubblico, una giornata per ricordare

La prima iniziativa commemorativa si è svolta davanti alla stele che ricorda il luogo dell’assassinio, su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Alla presenza delle autorità civili e militari, di una rappresentanza di studenti e di cittadini è stata deposta una corona di fiori, in un momento di raccoglimento sobrio e partecipato, che ha voluto rinnovare il legame tra memoria storica ed educazione alla legalità. Un secondo e significativo appuntamento è in programma alle 18, presso l’auditorium del Parco Urbano “Maggiore Giuseppe La Rosa”, con l’incontro pubblico dal titolo “Mafia, corruzione, affari. Dall’omicidio Alfano a oggi: quali sfide per la buona politica”. Un’occasione di confronto e approfondimento, promossa dalla Federazione provinciale del partito democratico, che intende rileggere l’eredità morale e civile del giornalista alla luce delle trasformazioni sociali e politiche degli ultimi trent’anni.

A trentatré anni da quella sera dell’8 gennaio, il nome di Beppe Alfano continua a rappresentare una coscienza vigile, un monito contro l’oblio e l’indifferenza. Ricordarlo oggi riafferma il valore di un giornalismo libero, capace di raccontare i territori senza paura, e ribadire che la verità, anche quando scomoda, resta un presidio imprescindibile di democrazia.