S. TERESA DI RIVA – Dissacrante, lucida, profondamente contemporanea, si presenta così “Fuori copione”, la commedia originale che domenica 11 gennaio, alle ore 18.30, debutterà al nuovo teatro Val d’Agrò di Santa Teresa Riva, inaugurando di fatto la programmazione del nuovo anno all’interno del cartellone 2025-26 diretto da Cettina Sciacca. Lo spettacolo nasce da un testo firmato da Francesca Ferro e Rebecca Testaì, con la regia della stessa Ferro e si muove con disinvoltura tra comicità e riflessione, intrecciando linguaggi e piani narrativi in un gioco teatrale che rompe le convenzioni e interroga il pubblico. Cinque gli attori in scena, Francesco Maria Attardi, Fabio Costanzo, Mario Opinato, Rebecca Testaì e Francesca Ferro, chiamati a dare corpo a una commedia che si definisce “grottesca e metateatrale”, capace di strappare risate ma anche di sollecitare una lettura più profonda del rapporto tra scena e platea.
Fuori copione prende le mosse da una narrazione “altra”, parallela, che fa propria la magia del teatro per superare la fatidica quarta parete e coinvolgere direttamente lo spettatore. La trama si costruisce e si destruttura sotto gli occhi del pubblico, mettendo in discussione la scena stessa e quel filo invisibile e misterioso che ogni attore tesse, con sapienza e arte, con chi assiste allo spettacolo. Ne nasce un racconto che gioca con i codici teatrali, li espone, li spezza e li ricompone, in un continuo slittamento tra finzione e realtà. “È un gioco che vive di battute dinamiche, surreali e metateatrali – spiega l’autrice e regista Francesca Ferro – ma dietro le risate si nasconde una satira sociale lucida e disarmante. Lo spettacolo mette in discussione il teatro stesso, lo interroga, lo espone alle sue stanchezze, alle sue formule, alle sue fragilità”.
Una provocazione che va oltre l’esercizio stilistico e diventa racconto umano, al centro della scena emerge infatti la figura di un uomo qualunque, simbolo di una solitudine diffusa e spesso invisibile. È la storia di chi vive ai margini del rumore, di chi esiste senza essere visto, fino al momento in cui un bisogno profondo, un grido rimasto inascoltato troppo a lungo irrompe e chiede attenzione. In questo senso, Fuori copione diventa anche una riflessione sul ruolo del pubblico, sull’autoreferenzialità dell’arte e sull’urgenza, sempre più attuale, di essere ascoltati.
Con questo debutto, il nuovo teatro Val d’Agrò conferma la sua vocazione a ospitare proposte teatrali originali e di qualità, capaci di coniugare intrattenimento e pensiero critico, e di offrire al pubblico un’esperienza che va oltre la semplice fruizione, trasformandosi in dialogo vivo tra scena e società.






