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Messina, i problemi strutturali alla piscina Villa Dante costringono gli atleti a soluzioni di fortuna

MESSINA – Condizioni strutturali critiche, spogliatoi di fatto inutilizzabili e soluzioni di fortuna che mettono a rischio la regolare prosecuzione delle attività sportive. È questo il quadro tracciato dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Libero Gioveni, Dario Carbone e Pasquale Curró, che accendono i riflettori sulla situazione della piscina comunale di Villa Dante, uno dei principali impianti natatori cittadini. I tre esponenti di opposizione parlano di “forti e serie preoccupazioni” in merito allo stato degli spogliatoi, attualmente inibiti all’uso a causa di gravi problematiche strutturali.

Attività sportive a rischio in uno degli impianti più frequentati

Secondo quanto riferito dagli utenti dell’impianto, gli ambienti avrebbero subIto copiose infiltrazioni d’acqua che avrebbero compromesso il soffitto, con fenomeni di ossidazione e fessurazioni della parte muraria, rendendo necessari interventi di ripristino importanti e presumibilmente non immediati. Una situazione che rischia di paralizzare l’attività quotidiana della struttura, frequentata ogni giorno da numerosi atleti iscritti alle associazioni sportive cittadine: “Occorre individuare una soluzione immediata – sottolineano Gioveni, Carbone e Currò – anche alla luce della cronica carenza di impianti natatori in città, che rende la piscina di Villa Dante un presidio sportivo essenziale”.

Soluzioni di fortuna per gli atleti, disagi quotidiani

Nel frattempo, per far fronte all’inagibilità degli spogliatoi, gli atleti sarebbero costretti a utilizzare locali impropri, come gli uffici della segreteria, adibiti a spogliatoi di fortuna. Una scelta che, secondo quanto segnalato, comporterebbe ulteriori disagi quali frequenti interruzioni di corrente elettrica, ambienti al buio e impossibilità di utilizzare i phon a causa del basso amperaggio delle prese, non adeguato al carico di potenza richiesto. “Si tratta – evidenziano i consiglieri di Fratelli d’Italia – di una condizione ambientale, logistica e strutturale davvero precaria”, che penalizza atleti, tecnici e famiglie e che richiede un intervento tempestivo da parte dell’amministrazione comunale. A ciò si aggiungerebbe, secondo la denuncia, anche il funzionamento della caldaia, con conseguenti problemi legati alla temperatura dell’acqua, non sempre ritenuta ottimale per l’attività natatoria.

Da qui l’appello all’amministrazione affinché vengano chiarite le soluzioni ipotizzate e i tempi degli eventuali interventi, per garantire la prosecuzione ordinaria delle attività in condizioni di sicurezza e dignità.