PALERMO – Un laboratorio politico e culturale pensato per guardare oltre l’immediato, per interrogarsi sul presente e soprattutto sul futuro della Sicilia. È questo il senso dell’evento “Liberi e Forti”, promosso dal Centro studi Ti Amo Sicilia e in programma a Caltagirone dal 16 al 18 gennaio 2026, presentato oggi a Palermo nel corso di una conferenza stampa ospitata nella Sala stampa dell’Assemblea regionale siciliana.
Un appuntamento che, fin dalla fase organizzativa, ha fatto registrare un’attenzione superiore alle aspettative, tanto da rendere necessaria una riorganizzazione logistica. Oltre alla sede principale del Cine teatro Politeama, saranno infatti utilizzati altri due spazi per arrivare a una capienza complessiva di circa mille posti. Un segnale, questo, della volontà di partecipazione che circonda l’iniziativa e del clima di attesa che accompagna il percorso avviato dal Centro studi.
A delineare il perimetro politico dell’evento è stato Cateno De Luca, che ha sottolineato come l’appuntamento di Caltagirone rappresenti molto più di una semplice tre giorni di dibattiti. “L’evento del weekend a Caltagirone sarà articolato su tre giornate, con bilaterali tra amministratori e delegazioni di partiti, oltre a momenti pubblici e panel aperti. Abbiamo dovuto riorganizzare l’evento per l’elevata richiesta di partecipazione, individuando oltre la sede principale del Cine teatro Politeama, due ulteriori sedi che aumenteranno la capienza complessiva arrivando a mille posti. Caltagirone segnerà l’avvio del percorso che definirà gli scenari e gli equilibri futuri”.
Il confronto delle idee tra autonomia, sviluppo e partecipazione
Il cuore culturale dell’iniziativa sarà la giornata di sabato 17 gennaio, interamente dedicata al confronto tematico. Cinque panel scandiranno la riflessione su nodi centrali della vita politica e istituzionale siciliana, mettendo insieme mondo accademico, informazione e analisi sociale.
Si partirà in mattinata con una riflessione sull’attualità dell’appello ai “liberi e forti” di don Sturzo, coordinata da Maurizio Bernava e affidata alla relazione di Lucio D’Ubaldo, con il contributo giornalistico di Antonio Condorelli. A seguire, il focus sull’autonomia siciliana e sul nuovo regionalismo, coordinato da Andrea Piraino, con Fausto Vecchio come relatore e Salvo Cona nel ruolo di giornalista.
Nel pomeriggio spazio al tema del governo del sistema Sicilia, tra sussidiarietà orizzontale e verticale, con il coordinamento di Maurizio Ballistreri e l’intervento di Giovanni Moschella, affiancato dal contributo di Domenico Bertè. Il quarto panel affronterà invece il nodo del capitale umano e dello sviluppo socio-economico dell’Isola, con Michele Limosani e Roberto Cellini, moderati da Pippo Trimarchi.
A chiudere la giornata sarà il panel dedicato ai giovani e alla comunicazione, con un’analisi sul rapporto tra Generazione Z, partecipazione politica e crisi di rappresentanza. Un tema affidato a Francesco Pira e presentato da Noemi David, che guarda al futuro partendo dalle nuove forme di disaffezione e di racconto della politica.
Il momento politico e l’assemblea conclusiva
La giornata di domenica 18 gennaio rappresenterà il passaggio politicamente più significativo dell’intero evento. Dopo l’apertura dei lavori e il saluto del sindaco di Caltagirone, interverranno il presidente onorario e il presidente del Centro studi Ti Amo Sicilia, seguiti dall’intervento introduttivo di Cateno De Luca.
Ampio spazio sarà riservato agli interventi dei segretari regionali dei partiti presenti nel Parlamento nazionale e regionale, in un confronto diretto che mira a mettere sul tavolo visioni, alleanze e prospettive. Previsto anche l’intervento del presidente del Parlamento siciliano Gaetano Galvagno, prima della relazione conclusiva affidata ancora a De Luca e del dibattito finale con i giornalisti delle testate regionali.
L’appuntamento di Caltagirone si configura così come il primo grande evento pubblico del Centro studi Ti Amo Sicilia dopo il lancio avvenuto a Taormina lo scorso 18 marzo. Un punto di partenza, più che di arrivo, per un percorso che ambisce a incidere nel dibattito politico regionale e a costruire, passo dopo passo, una nuova piattaforma di confronto sul futuro dell’Isola.






