SiciliaSpettacoli
MULTIMEDIA

INTERVISTA Francesco Pira a Radio Taormina Tv: comunicazione, società e la sfida dell’umanesimo digitale

Il professore di Sociologia dell’Università di Messina ospite a Tao Mattina Live riflette su informazione, intelligenza artificiale, disinformazione e nuove responsabilità culturali in un tempo di profonde trasformazioni

Comunicazione, società e nuove responsabilità. Sono questi i fili conduttori del confronto con Francesco Pira, professore di Sociologia all’Università di Messina, ospite in collegamento su Radio Taormina Tv della trasmissione Tao Mattina Live, condotta da Carmelo Caspanello. Un dialogo ampio, che ha attraversato i grandi cambiamenti del nostro tempo: dall’evoluzione del giornalismo all’impatto dell’intelligenza artificiale, dalla crisi della fiducia nei media alle nuove fragilità generate dal digitale.

Pira, studioso dei processi comunicativi e protagonista del recente congresso nazionale dell’Unione cattolica stampa italiana, ha offerto una lettura lucida e concreta di una società in transizione, dove tecnologia e relazioni umane si intrecciano in modo sempre più complesso.

Il giornalismo come responsabilità civile

Il punto di partenza è stato il congresso nazionale dell’Ucsi, ospitato all’Arsenale della Pace di Torino, che ha ribadito il valore del giornalismo come servizio alla verità. Un appuntamento significativo anche per la presenza siciliana ai vertici dell’associazione e per l’elezione di Pira nel Consiglio nazionale.

Nel sistema mediatico attuale, caratterizzato da velocità, polarizzazione e semplificazione, la stampa cattolica può ancora svolgere un ruolo centrale, non come voce identitaria, ma come spazio di approfondimento e di responsabilità. Secondo Pira, l’Ucsi rappresenta un presidio etico capace di sostenere i giornalisti nel racconto dei fatti, aiutandoli a mantenere solidità professionale e attenzione alle persone, anche sotto la pressione del tempo reale.

Nuovi spazi di relazione

Parlare di responsabilità dell’informazione significa interrogarsi anche su come cambiano i luoghi della socialità. In questo senso, Pira ha osservato con interesse il fenomeno dei ludopub, in crescita anche in Sicilia. Non semplici spazi di gioco, ma luoghi di incontro reale, dove le persone tornano a condividere tempo, dialogo e relazioni lontano dagli schermi.

Il loro successo, secondo il sociologo, può essere letto come una risposta alla solitudine digitale e al bisogno diffuso di recuperare forme di socialità autentica, in un contesto dominato dalla connessione continua ma spesso povero di relazioni profonde.

Intelligenza artificiale e cultura della scelta

Dal gioco alla tecnologia il passo è breve. L’intelligenza artificiale, ormai parte integrante della vita quotidiana, non è solo una questione tecnica, ma culturale, etica e sociale. Pira ha richiamato l’attenzione sul rischio di affidare troppe decisioni agli algoritmi, rinunciando al senso critico e alla responsabilità individuale.

La sfida, ha sottolineato, è saper raccontare l’intelligenza artificiale in modo comprensibile ai cittadini, senza demonizzarla ma nemmeno mitizzarla, mettendo in luce opportunità e limiti. Solo così è possibile costruire una cittadinanza digitale consapevole.

Disinformazione e crisi della fiducia

Tecnologia e informazione si incontrano inevitabilmente nel tema della disinformazione. Le fake news, ha spiegato Pira, riescono spesso a colpire più delle notizie verificate perché fanno leva sulle emozioni e si diffondono rapidamente nei circuiti sociali digitali.

Il giornalismo, per riconquistare la fiducia delle persone, deve tornare a essere credibile e riconoscibile, investendo su verifica, contesto e qualità del linguaggio. Una sfida complessa, ma decisiva per la tenuta democratica della società.

Le devianze della rete

La rete, però, non è solo spazio informativo. È anche un luogo di relazioni fragili e, talvolta, violente. Cyberbullismo, revenge porn e nuove forme di aggressività digitale colpiscono soprattutto i più giovani, incidendo profondamente sull’identità delle vittime e amplificando il disagio emotivo.

Secondo Pira, famiglia e scuola sono chiamate a un ruolo più incisivo nella prevenzione, superando logiche emergenziali e costruendo percorsi educativi strutturati.

Educare senza controllare

Il tema dell’educazione digitale è centrale. I ragazzi crescono immersi nella tecnologia fin dalla prima età, e l’errore più comune degli adulti è oscillare tra controllo e disinteresse. Il compito educativo, ha spiegato il sociologo, è invece quello di accompagnare, ascoltare e dialogare, aiutando i giovani a usare la tecnologia come strumento e non come rifugio o trappola.

Raccontare la violenza con consapevolezza

Il modo in cui comunichiamo incide anche sul racconto della violenza sulle donne. Pira ha sottolineato come il linguaggio dei media possa fare la differenza tra consapevolezza e banalizzazione. Evitare stereotipi, giustificazioni implicite e spettacolarizzazione è una responsabilità che riguarda direttamente l’informazione.

L’orizzonte dell’umanesimo digitale

Tutti questi temi trovano una sintesi nel concetto di umanesimo digitale, al centro anche del libro Conversazioni sull’umanità, scritto da Pira con Pietro Salvatore Reina. Il rischio, ha spiegato, è adattare l’uomo alla logica della macchina, perdendo relazioni, empatia e complessità. Parlare oggi di umanesimo digitale significa rimettere la persona al centro, usare la tecnologia per migliorare la vita e non per ridurla a dati e automatismi. Una sfida culturale che attraversa informazione, educazione e relazioni sociali.