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INTERVISTA Musolino su Radio Taormina Tv: “Ciclone Harry, risorse non proporzionate ai danni”

A Tao Mattina Live ha criticato le decisioni del Consiglio dei Ministri: “Alla Sicilia servono risposte adeguate, non stanziamenti simbolici”

La gestione delle risorse destinate alla Sicilia dopo il ciclone Harry continua ad alimentare un acceso dibattito politico. Al centro della discussione interviene la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, ospite su Radio Taormina Tv nel corso della trasmissione Tao Mattina Live, condotta da Carmelo Caspanello. Un confronto diretto, che parte dai numeri e arriva alle responsabilità politiche, mettendo in discussione le scelte assunte dal Governo nazionale per fronteggiare l’emergenza.

Secondo Musolino, le misure varate dal Consiglio dei Ministri non rispecchiano la reale portata dei danni subiti dall’Isola e rischiano di lasciare i territori colpiti senza strumenti adeguati per affrontare la fase della ricostruzione.

Il divario tra Palermo e Roma

Nel suo intervento, la senatrice richiama il confronto tra l’impegno economico della Regione Siciliana e quello dello Stato. La Regione, guidata da Renato Schifani, ha già stanziato 70 milioni di euro per le prime urgenze legate al ciclone Harry, confidando in un sostegno nazionale di pari livello. Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, invece, prevede 100 milioni di euro complessivi da suddividere tra Sicilia, Sardegna e Calabria.

Per la Sicilia, questo significherebbe poco più di 30 milioni di euro, una cifra che Musolino giudica lontana dalle reali necessità di un territorio colpito duramente sotto il profilo infrastrutturale, economico e sociale. Una distanza che, sottolinea, assume anche un peso politico rilevante.

Risorse giudicate insufficienti

Il nodo, per la senatrice di Italia Viva, non è solo quantitativo ma anche metodologico. Accorpare tre regioni diverse per entità dei danni e caratteristiche territoriali viene considerato un errore di valutazione. Il ciclone Harry ha colpito una Sicilia già fragile, con criticità strutturali note e settori strategici, come turismo e agricoltura, particolarmente esposti.

In questo contesto, le risorse stanziate dal Governo rischiano di avere un impatto limitato, più simbolico che risolutivo, con il pericolo di rallentare gli interventi e aggravare le difficoltà dei Comuni.

Le responsabilità politiche

Nel corso della trasmissione, Musolino chiama in causa anche il ministro Nello Musumeci. A suo avviso, chi ha guidato la Regione per cinque anni avrebbe dovuto rappresentare con maggiore forza, all’interno dell’esecutivo, la reale dimensione dei danni e le esigenze della Sicilia. La distanza tra le richieste provenienti dal territorio e le decisioni assunte a Roma diventa così il segnale di una frattura politica evidente.

Una frattura che emerge anche all’interno del centrodestra, dove il Governo regionale prova a dare risposte immediate mentre il Governo nazionale, pur appartenendo alla stessa area politica, interviene con risorse ritenute non adeguate.

Le possibili ricadute sui territori

Se non arriveranno ulteriori fondi, avverte la senatrice, le conseguenze rischiano di ricadere direttamente su Comuni, imprese e cittadini. Ritardi nella ricostruzione, difficoltà nel ripristino delle infrastrutture e sostegni limitati al tessuto produttivo potrebbero aggravare una situazione già complessa.

Il timore espresso da Musolino è che la Sicilia venga lasciata a gestire una delle emergenze più gravi degli ultimi anni con strumenti finanziari insufficienti, aprendo una stagione di tensioni istituzionali e di scontro politico che va ben oltre il singolo provvedimento.