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Il Ccpm di Taormina sarà aggregato a Catania, la Regione modifica la Rete ospedaliera

La Cardiochirurgia pediatrica confluirà nel Policlinico Rodolico-San Marco. La giunta Schifani recepisce le indicazioni dei ministeri. Faraoni: “Priorità assoluta mantenerlo operativo”

TAORMINA – La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina sarà aggregata alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico universitario Rodolico-San Marco di Catania. È questo il fulcro della modifica alla Rete ospedaliera regionale approvata dalla giunta Schifani, che ha recepito le indicazioni formulate dai ministeri della Salute e dell’Economia per garantire la continuità e la piena operatività del Centro cardiologico pediatrico, inserito per la prima volta in modo ufficiale nella programmazione sanitaria della Regione.

La decisione è stata assunta su proposta dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, con l’approvazione di un atto a stralcio rispetto al più ampio documento di revisione della Rete ospedaliera. Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto alla sesta commissione dell’Ars, chiamata a esprimere il parere preventivo e obbligatorio prima dell’invio definitivo ai ministeri.

Le indicazioni ministeriali e la scelta di Catania

Il percorso che ha portato all’aggregazione del Centro di Taormina al Policlinico di Catania nasce dalle interlocuzioni avviate con il governo nazionale. A fine dicembre 2025, i ministeri della Salute e dell’Economia, nell’ambito delle richieste di chiarimenti e integrazioni sulla Rete ospedaliera siciliana, hanno invitato la Regione a rivalutare l’unità operativa complessa di Cardiochirurgia per adulti a cui far afferire la struttura pediatrica taorminese.

In questo contesto è stato individuato il Policlinico Rodolico-San Marco di Catania come sede più idonea rispetto all’azienda ospedaliera Papardo di Messina. Una valutazione basata su elementi oggettivi: la maggiore vicinanza geografica a Taormina, una casistica più ampia sia in termini assoluti, con 926 ricoveri a Catania contro i 336 registrati al Papardo, sia nell’utilizzo delle procedure Ecmo, pari a 79 casi a Catania a fronte degli 11 di Messina. A questi dati si aggiunge la presenza, all’interno del Policlinico, di altre unità operative a indirizzo pediatrico, in grado di assicurare competenze più specifiche nella cura delle patologie.

L’impegno della Regione sul futuro del Centro

“La priorità del governo regionale è il mantenimento di entrambe le strutture di cardiochirurgia pediatrica operanti in Sicilia, Palermo e Taormina. È un impegno che abbiamo assunto con le famiglie dei piccoli pazienti e con il territorio – ha affermato l’assessore Faraoni –. Abbiamo però l’obbligo di seguire le indicazioni ministeriali per consentire al Centro cardiologico pediatrico di Taormina di continuare a essere operativo”.

La modifica alla Rete ospedaliera viene quindi presentata come un passaggio necessario per assicurare stabilità al Ccpm di Taormina, rafforzandone il ruolo all’interno del sistema sanitario regionale nel rispetto delle condizioni poste a livello nazionale.

Le prospettive dopo la revisione della Rete

Le indicazioni ministeriali comporteranno ora un aggiornamento formale del documento di programmazione della Rete ospedaliera. Un passaggio che potrebbe aprire anche a un cambiamento rilevante per il futuro assetto del Centro di Taormina, consentendo l’eventuale affrancamento dalla prosecuzione del rapporto convenzionale attualmente in essere con il soggetto esterno.

Una volta acquisito il parere della sesta commissione dell’Ars, le integrazioni richieste dovranno essere trasmesse ai ministeri competenti entro il prossimo 27 febbraio. Una scadenza che segna un ulteriore snodo decisivo per il consolidamento del Centro cardiologico pediatrico di Taormina all’interno della Rete ospedaliera regionale.