A Taomattina Live, la trasmissione radiotelevisiva di Radio TaorminaTv condotta da Carmelo Caspanello è intervenuto in collegamento il sindaco di Roccalumera Giuseppe Lombardo per affrontare un tema strategico che lega infrastrutture, sicurezza del territorio ed emergenze, quello del raddoppio ferroviario della linea Catania–Messina ed il ruolo degli svincoli di Nizza di Sicilia e Sant’Alessio Siculo.
Nel corso dell’intervento si è parlato anche della necessità di pensare ad viabilità alternativa per snellire l’afflusso concentrato nelle zone con lungomare, facendo tesoro di quanto accaduto dopo le violenti mareggiate che hanno violentemente colpito la zona jonica e di conseguenza, soluzioni alternative anche alle autostrade, nelle ultime settimane interessate da traffico intenso.
Nel corso della trasmissione è stato affrontato anche il tema della ricostruzione della ferrovia jonica dopo i gravi danni causati dal ciclone Harry, con un focus sugli interventi messi in campo da Rete ferroviaria italiana nel tratto compreso tra Taormina e Scaletta Zanclea, uno dei più colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo. Subito dopo le mareggiate, Rfi ha avviato una ricognizione immediata dell’infrastruttura, attivando le prime operazioni di messa in sicurezza e di ripristino con l’obiettivo di ripristino completo della circolazione entro il 6 marzo, data confermata in base all’avanzamento dei lavori attualmente in corso. Gli interventi più rapidi hanno riguardato il tratto tra Taormina e Catania, dove sono stati ripristinati in tempi brevi la linea aerea di alimentazione, i pali danneggiati dal vento e dagli alberi sradicati, oltre agli impianti tecnologici della stazione di Catania. Grazie a queste attività, dal 24 gennaio sono tornati regolari i collegamenti ferroviari con Catania, Siracusa e Palermo.
Ben più complessa la situazione lungo la fascia costiera tra Taormina e Scaletta Zanclea, dove la ferrovia corre in stretta adiacenza al mare, su un tracciato risalente alla fine dell’Ottocento e quindi particolarmente esposto all’azione del moto ondoso. I tecnici Rfi hanno individuato quattro tratti critici, uno subito dopo la stazione di Taormina, uno tra Letojanni e Sant’Alessio, il più esteso tra Scaletta Zanclea ed Itala con circa 600 metri di massicciata fortemente compromessa ed un quarto sempre nel territorio di Itala. In questi punti il binario risulta sospeso e inutilizzabile. La difficoltà di accesso ai cantieri, raggiungibili quasi esclusivamente via ferrovia, ha imposto un’organizzazione complessa dei lavori. Rfi ha allestito quattro cantieri base e attivato gli appaltatori degli accordi quadro per la manutenzione straordinaria. Le attività procedono sette giorni su sette, con sei squadre impegnate nelle opere civili, per un totale di circa cinquanta maestranze. Parallelamente è in corso la rimozione dei detriti lungo 32 chilometri di linea, il mare ha trascinato sui binari natanti, materiali di risulta e resti di stabilimenti balneari distrutti, rendendo necessario un costante coordinamento con la Prefettura di Messina nell’ambito della gestione dell’emergenza.
Successivamente saranno valutati ulteriori interventi di protezione strutturale, come il rafforzamento delle scogliere esistenti e la realizzazione di nuove opere di difesa, con l’obiettivo di rendere la ferrovia jonica più resiliente di fronte a eventi meteorologici sempre più estremi.
