MESSINA – Le dimissioni del sindaco Federico Basile aprono una frattura politica che il Partito Democratico non esita a definire profonda e rivelatrice. A parlare è il segretario provinciale del Pd messinese, Armando Hyerace, che affida a una nota una valutazione netta e senza sconti, mettendo in discussione non solo le ragioni dell’addio del primo cittadino, ma l’intero impianto politico che ha retto l’amministrazione comunale negli ultimi anni.
Le dimissioni e il nodo politico
“Proprio con le sue dimissioni, il sindaco Basile certifica che Messina è ostaggio della politica e, nello specifico, delle dinamiche, dei capricci e delle strategie del suo leader politico di riferimento”. È un giudizio duro, che arriva al termine di oltre due mesi caratterizzati, secondo il Pd, da incertezze, rinvii e ambiguità. Per Hyerace, le motivazioni fornite dal sindaco appaiono “francamente inconsistenti e risibili”, soprattutto se lette alla luce della storia amministrativa della città e di altre realtà analoghe. Il segretario dem ricorda come diversi sindaci, espressione di esperienze civiche, abbiano governato anche senza una maggioranza consiliare stabile, assumendosi pienamente la responsabilità del mandato ricevuto dai cittadini e affrontando le difficoltà senza arretrare. Nel caso di Basile, invece, il Pd contesta persino l’esistenza di una reale crisi numerica in Consiglio comunale, sottolineando che, al di là degli abbandoni formali, non si ricordano provvedimenti della Giunta che non siano stati sostenuti, di fatto, dalla stessa maggioranza uscita dalle ultime elezioni.
Una resa istituzionale e la richiesta di una svolta
Per il Partito Democratico, la scelta del sindaco segna una vera e propria resa politica e istituzionale. Una resa che l’opposizione accoglie senza rammarico, rivendicando di non aver mai condiviso l’impostazione politica e amministrativa dell’attuale guida di Palazzo Zanca. L’uscita di scena di Basile viene letta come l’occasione per aprire finalmente la strada a un cambio di rotta per Messina, anche se il giudizio complessivo sul sindaco, avverte Hyerace, non si fermerà al gesto delle dimissioni, ma riguarderà inevitabilmente ciò che è stato fatto e, soprattutto, ciò che non è stato realizzato nel corso dell’intero mandato. Da qui l’appello a inaugurare una fase davvero nuova, fondata su credibilità, responsabilità e autonomia della politica locale da condizionamenti esterni. “Serve una visione chiara e concreta per il futuro della città, costruita attorno ai bisogni dei cittadini e allo sviluppo di Messina, non subordinata ai destini personali di qualcuno né alle convenienze tattiche di un movimento politico”, conclude Hyerace. Un messaggio che segna l’avvio di una nuova stagione di confronto e che rimette al centro il tema della responsabilità politica nei confronti della città.






