NIZZA DI SICILIA – Il ciclone Harry ha lasciato segni profondi lungo tutto il litorale orientale della Sicilia. Danni alle strutture, alle infrastrutture, alle attività private e alle abitazioni, ma soprattutto un’accelerazione drammatica di un fenomeno già noto: l’erosione costiera. È da questo scenario che prende forma l’incontro tecnico in programma il 21 febbraio 2026, promosso dal Comune di Nizza di Sicilia per avviare una riflessione organica sul futuro della riviera ionica messinese.
Nelle aree più colpite dalla mareggiata, gli interventi di somma urgenza sono stati avviati e sono tuttora in corso. L’obiettivo immediato è stato quello di ripristinare la viabilità e i servizi essenziali – acqua, fognature, energia elettrica, telefonia e gas – garantendo la ripresa delle attività quotidiane e la messa in sicurezza delle zone più vulnerabili. Ma superata la fase emergenziale, si apre ora quella più complessa: la programmazione degli interventi strutturali.
Una strategia condivisa per la costa
Il dibattito pubblico, stimolato dagli amministratori locali, si sta orientando verso la ricerca di una strategia d’azione condivisa, capace di coniugare efficacia e sostenibilità nel tempo. L’obiettivo è affrontare il problema nel rispetto delle caratteristiche del territorio e della natura dei fenomeni in atto, in un contesto fortemente antropizzato e segnato da criticità ambientali.
La complessità è evidente. L’ampiezza del fronte costiero interessato, la correlazione tra erosione, dissesto idrogeologico e crisi climatica, la frammentazione delle competenze amministrative e la pluralità dei soggetti coinvolti rendono necessario un approccio multidisciplinare. Non si tratta soltanto di opere di difesa, ma di una vera e propria ridefinizione del rapporto tra mare e territorio.
Istituzioni, tecnici e università a confronto
L’incontro tecnico del 21 febbraio nasce con questa finalità: mettere attorno allo stesso tavolo esperti, soggetti pubblici e amministratori locali per fornire un primo supporto conoscitivo ampio e articolato. Un passaggio ritenuto indispensabile per costruire scenari possibili e sostenibili per la riqualificazione del fronte mare della riviera ionica messinese.
Sono stati coinvolti il prefetto di Messina, il Dipartimento tecnico regionale, la Presidenza della Regione Siciliana con il Dipartimento della Protezione civile, l’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, oltre agli ordini professionali di architetti, ingegneri e geologi. Al confronto parteciperanno anche rappresentanti del mondo accademico, con docenti delle università di Catania, Reggio Calabria e Messina, e i sindaci dei Comuni della fascia ionica messinese, da Messina a Taormina fino ai centri della riviera e dell’entroterra costiero.
Oltre l’emergenza
Il ciclone Harry ha reso evidente la vulnerabilità di un territorio che vive in equilibrio tra sviluppo urbanistico e dinamiche naturali sempre più intense. L’erosione costiera, già in stato avanzato prima dell’evento meteorologico, rappresenta oggi una delle principali sfide per le comunità locali.
L’incontro tecnico del 21 febbraio si inserisce in questo quadro come un primo passo verso una pianificazione strutturata. L’ambizione è quella di superare la logica degli interventi episodici per approdare a una visione organica e condivisa, capace di garantire sicurezza, tutela ambientale e prospettiva di sviluppo per l’intera riviera ionica messinese.






