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POLITICA

De Luca (M5S) a Radio Taormina Tv: “Riforma Enti locali a pezzi. A Taormina, Ccpm a rischio”

A Tao Mattina Live l’esponente M5S analizza le divisioni nella maggioranza all’Ars, il voto sulla cardiochirurgia pediatrica collegata al Rodolico di Catania e il percorso del centrosinistra verso le amministrative di Messina

La maggioranza all’Ars inciampa ancora, tra voti segreti e franchi tiratori, mentre uno dei reparti più delicati della sanità siciliana cambia assetto senza cambiare indirizzo. È una fotografia politica densa di tensioni quella tracciata da Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, ospite della trasmissione TaoMattina Live su Radio Taormina, condotta da Carmelo Caspanello.

Sul tavolo, temi che intrecciano equilibri parlamentari, riforme istituzionali e organizzazione sanitaria, con uno sguardo anche alle prossime amministrative di Messina.

Il caso Ars: riforma enti locali azzoppata

La riforma degli enti locali, attesa e politicamente significativa, esce dall’Aula a pezzi. Secondo quanto emerso, a salvarsi sarebbero state soltanto le cosiddette “quote rosa”, mentre gli articoli più rilevanti sono stati bocciati. Tra questi, quelli relativi al terzo mandato dei sindaci e alla figura del consigliere supplente.

Un esito che certifica le crepe interne alla maggioranza di centrodestra. Il ricorso al voto segreto avrebbe favorito dinamiche sotterranee e regolamenti di conti interni, con franchi tiratori capaci di incidere sugli equilibri finali. Il risultato è una riforma svuotata nelle sue parti strategiche, segno di un clima politico tutt’altro che compatto.

Per De Luca, il dato politico è evidente: la maggioranza non riesce a garantire coesione nemmeno sui provvedimenti bandiera, e le divisioni emergono proprio quando si entra nel merito delle norme più controverse.

Messina e il tavolo del centrosinistra

Nel frattempo, a Messina si lavora alla costruzione di un’alternativa in vista delle prossime elezioni amministrative. In serata è prevista una nuova riunione del tavolo del centrosinistra, alle 19:30 nella sede del Pd cittadino.

Attorno al tavolo siedono Pd, M5S, Europa Verde, Sinistra Italiana, Casa riformista e Controcorrente. Un percorso già avviato nelle scorse settimane e che punta alla definizione di un programma condiviso per la città dello Stretto, oltre all’individuazione di un candidato sindaco capace di rappresentare l’intera coalizione.

“In un quadro politico caratterizzato – afferma Armando Hyerace, segretario della federazione provinciale del Pd di Messina – da un lato da scelte concentrate nelle mani di un unico riferimento e dall’altro da alleanze che si definiscono dietro accordi di potere, il centrosinistra continua a lavorare con metodo, mettendo al centro contenuti, visione e partecipazione”.

L’ingresso di Controcorrente rafforza il perimetro del campo progressista e amplia il fronte delle forze impegnate a costruire una proposta alternativa, con l’obiettivo dichiarato di superare logiche personalistiche e accordi di vertice.

Cardiochirurgia pediatrica, sede salva ma governance ridisegnata

Tra i temi più delicati affrontati nel corso dell’intervista c’è quello della cardiochirurgia pediatrica di Taormina. La Commissione Sanità dell’Ars ha votato sul futuro del reparto stabilendo che la sede resterà fisicamente a Taormina, ma sarà collegata all’ospedale Rodolico di Catania.

La maggioranza di centrodestra ha espresso voto favorevole, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato contro. Per De Luca, componente della Commissione, il problema non si esaurisce nella collocazione geografica.

“La Commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana ha votato sul futuro della cardiochirurgia pediatrica di Taormina, stabilendo che la sede resterà fisicamente a Taormina, ma verrà collegata all’ospedale Rodolico di Catania – ha dichiarato –. Il centrodestra ha votato a favore di questa scelta”.

Il nodo, secondo il capogruppo M5S, riguarda la governance e l’assetto organizzativo. “Insieme al collega Carlo Gilistro abbiamo votato contro perché non ci accontentiamo del semplice mantenimento della sede fisica. Il nostro obiettivo è preservare l’attuale livello di cure e l’assetto organizzativo e professionale che negli anni ha garantito qualità e sicurezza alle famiglie siciliane”.

Un modello “frammentato”

La critica più severa riguarda il modello gestionale delineato dal provvedimento. “Il modello approvato oggi – ha spiegato – è un sistema frammentato e confuso: il personale infermieristico dipenderà dall’Asp di Messina, quello medico dal Bambino Gesù finché resterà, l’amministrazione dal Rodolico di Catania, l’organizzazione dal Civico di Palermo, che a sua volta è in convenzione con il San Donato di Milano”.

Una catena multilivello che, nella lettura del M5S, rischia di generare sovrapposizioni, incertezze operative e possibili criticità nella continuità assistenziale. “Una gestione spezzettata su più livelli e più enti che rischia di creare caos, inefficienze e di compromettere la continuità delle cure”.

De Luca parla apertamente di “pastrocchio” istituzionale e sanitario, rivendicando un impegno che, a suo dire, va avanti dal 2019. “Al netto dei proclami che verranno diffusi, mi occupo di questo tema da anni. Oggi non solo si è consumato uno scippo ai danni di Messina, ma è stato partorito un vero e proprio pastrocchio”.

La preoccupazione riguarda il medio periodo: “Temo che nei prossimi due anni questa scelta possa portare allo smantellamento progressivo del reparto così come oggi lo conosciamo. Spero di sbagliarmi, ma la salute dei bambini non può essere oggetto di propaganda né di giochi di potere”.

Un dossier ancora aperto

Il voto in Commissione rappresenta un passaggio formale, ma non chiude la partita politica. La cardiochirurgia pediatrica di Taormina resta un presidio simbolico e altamente specializzato, punto di riferimento per numerose famiglie siciliane.

Tra equilibri parlamentari instabili e riorganizzazioni sanitarie complesse, il confronto resta acceso. Da un lato la maggioranza rivendica una soluzione che mantiene la sede a Taormina; dall’altro l’opposizione denuncia un assetto che potrebbe indebolirne autonomia e stabilità.

Sul fondo, una domanda che supera lo scontro politico: quale modello organizzativo è davvero in grado di garantire qualità, continuità e sicurezza in un settore così delicato? La risposta, più che nelle dichiarazioni, arriverà nei prossimi mesi dalla tenuta concreta del sistema e dalla capacità di evitare che la governance si trasformi in un labirinto amministrativo.