Un incontro generazionale e stilistico che sorprende per compattezza e intensità emotiva. Con “Male necessario”, Fedez e Marco Masini firmano uno dei brani più densi e introspettivi di questo Festival di Sanremo 2026, costruendo un ponte tra linguaggi diversi, quello crudo del rap e la canzone melodica d’autore, restituendo al pubblico un racconto crudo, vulnerabile, ma che lascia evincere voglia di riscatto.
Il brano, scritto da F. L. Lucia, M. Masini, F. Abbate, A. La Cava, A. Iammarino e N. Lazzarin, alterna strofe serrate a ritornelli ampi e lirici, in un equilibrio che valorizza il timbro graffiato e teatrale di Masini e la scrittura diretta, talvolta tagliente, di Fedez. Sul palco dell’Ariston si consumerà un confronto interiore prima ancora che musicale, una confessione pubblica che mette al centro fragilità, colpa e consapevolezza.
La caduta e il silenzio
Il cuore narrativo della canzone si muove attorno a un’immagine forte: “Da questa notte resto solo insieme a me / Toccando il fondo in una stanza di un hotel”, fotografia di una solitudine adulta, non più adolescenziale, dove il successo e l’esposizione mediatica cedono il passo all’intimità di un bilancio personale. Il “fondo” evocato non è solo morale, ma esistenziale, rappresenando il momento in cui si smette di scappare.
Il significato: il coraggio di attraversare il dolore
Come ha spiegato Marco Masini: “Il messaggio di Male necessario trova riscontro nel bisogno di avere coraggio e non perdere la speranza, specialmente nei periodi di grande sopportazione”. Ed è proprio il coraggio il filo rosso del brano: il coraggio di restare, di non fuggire, di riconoscere le proprie responsabilità e di accettare che la fragilità non è un difetto ma una condizione umana. Il duo consegna così al Festival un brano che non cerca facili slogan né consolazioni immediate, una canzone che attraversa il buio senza negarlo, che ammette la caduta ma rivendica la possibilità di rialzarsi.
Di seguito il testo integrale di “Male necessario”
di F. L. Lucia – M. Masini – F. Abbate – A. La Cava
A. Iammarino – F. Abbate – A. La Cava – N. Lazzarin
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/
Dodo Music Italia/Intera Music/Doom Entertainment/
BMG Rights Management (Italy)
So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
I miei problemi ormai
Saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata
Lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro
Lo ammetto però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Dovrei separare l’ego dall’io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male
E vorrai cominciare
A bere poi fumare
Forse per distrazione
Se è vero che siamo solo di passaggio
Il vero obiettivo non può essere la meta
Ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Ci ho messo una vita per sentirmi vivo
Seguendo la linea sottile di un filo
Succederà ciò che deve succedere
Anche nel buio si impara a vedere
In fondo a tutto il male necessario
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
E ringrazierò il passato
E chi mi ha condannato
E tutto questo male necessario
So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so






