Gli U2 tornano con un progetto potente e urgente. Prima dell’uscita del nuovo album prevista per la fine del 2026, la band pubblica l’EP “U2 – Days of Ash”, una raccolta autonoma di sei tracce che nasce come risposta diretta agli eventi globali degli ultimi anni. La focus track e singolo radio è “Song of the Future”, disponibile e programmabile da subito.
Un EP nato dall’urgenza
“Days of Ash” comprende cinque brani inediti e una poesia: “American Obituary”, “The Tears Of Things”, “Song Of The Future”, “Wildpeace”, “One Life At A Time” e “Yours Eternally”, quest’ultima in collaborazione con Ed Sheeran e Taras Topolia.
Bono ha spiegato come queste canzoni siano molto diverse per atmosfera e tematiche rispetto a quelle che confluiranno nel prossimo album. Sono brani che non potevano aspettare, canzoni di sfida, sgomento e lamento, scritte in un momento storico che la band definisce folle ed esasperante. “Se hai la possibilità di sperare, è un dovere”, ricorda il frontman citando Lea Ypi, sottolineando la necessità di opporsi prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro e negli altri.
Impegno civile e identità
Fin dagli esordi, gli U2 hanno legato la propria musica all’impegno civile. Larry Mullen Jr. ha ribadito che prendere posizione ha sempre fatto parte della loro identità, anche quando questo comporta contraccolpi. Adam Clayton ha definito queste nuove canzoni “arrivate nel momento giusto”, mentre The Edge ha parlato di una convinzione profonda: credere in un mondo in cui cultura, lingua e memoria non vengano messe a tacere dalla paura e in cui la dignità di un popolo non sia negoziabile.
Le storie dietro le canzoni
“American Obituary” prende spunto dall’uccisione di Renée Nicole Macklin Good, madre di tre figli, avvenuta a Minneapolis il 7 gennaio 2026 durante una protesta pacifica. Il brano denuncia la narrazione ufficiale che l’ha definita “terrorista interna” e richiama l’attenzione sull’assenza di un’indagine adeguata.
“The Tears Of Things”, titolo tratto da un libro del frate francescano Richard Rohr, immagina un dialogo simbolico tra il David di Michelangelo e il suo creatore, interrogandosi su come vivere con compassione in un’epoca segnata da violenza e disperazione.
“Song of the Future”, singolo radio dell’EP, rende omaggio alla sedicenne iraniana Sarina Esmailzadeh, morta nel 2022 dopo essere stata picchiata durante le proteste del movimento “Woman, Life, Freedom”, nate in seguito alla morte di Jina Mahsa Amini. La canzone cattura lo spirito libero e la promessa spezzata di una giovane vita, trasformandola in simbolo di speranza.
“Wildpeace” propone la lettura di una poesia di Yehuda Amichai da parte dell’artista nigeriana Adeola delle Les Amazones d’Afrique, con musica firmata dagli U2 e da Jacknife Lee.
“One Life At A Time” è dedicata ad Awdah Hathaleen, attivista palestinese ucciso nel luglio 2025 in Cisgiordania. La frase “una vita alla volta”, pronunciata durante il suo funerale, viene ribaltata dalla band in un auspicio di pace raggiunta, appunto, una vita alla volta.
Chiude “Yours Eternally”, con Bono e The Edge affiancati da Taras Topolia, musicista ucraino diventato soldato, ed Ed Sheeran. Scritta come lettera di un soldato in servizio attivo, la canzone sarà accompagnata da un cortometraggio diretto dal regista ucraino Ilya Mikhaylus, in uscita il 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Musica e responsabilità
I contributi a sostegno della libertà e dei diritti umani saranno devoluti ad Amnesty International, al Comitato per la Protezione dei Giornalisti e all’Unhcr. Con “Days of Ash”, gli U2 riaffermano la propria cifra artistica e morale: trasformare le ferite del presente in musica capace di scuotere le coscienze, senza rinunciare alla speranza.






