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Carcinoma della prostata, il Rotary Messina Stretto di Messina accende i riflettori sulla prevenzione

Specialisti a confronto su fattori di rischio, diagnosi precoce e "vigile attesa". Ribadita l’importanza dei controlli periodici dopo i 50 anni

MESSINA – Informare per proteggere, conoscere per prevenire è questo il filo conduttore dell’incontro “Carcinoma della prostata – informarsi per proteggersi”, svoltosi il 16 febbraio negli spazi del Royal Palace Hotel, promosso dal Rotary Messina Stretto di Messina e fortemente voluto dalla presidente Agata Labate. Un appuntamento che ha messo al centro una delle patologie oncologiche più diffuse nella popolazione maschile, offrendo al pubblico strumenti di conoscenza scientifica e riflessione consapevole. A guidare il confronto, due specialisti di comprovata esperienza: il dott. Alessandro Gali, dirigente medico urologo dell’azienda ospedaliera Papardo e socio del Rotary e il dott. Giuseppe Lupo, oncologo clinico. I relatori hanno illustrato in maniera chiara e rigorosa i principali fattori di rischio del carcinoma prostatico, soffermandosi sull’importanza della diagnosi precoce e sul corretto timing diagnostico-terapeutico, oggi sempre più orientato a percorsi personalizzati.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della cosiddetta “vigile attesa”, strategia clinica riconosciuta e validata in casi selezionati, ma non sempre facilmente accettata dai pazienti. Un approccio che non prevede un trattamento immediato, bensì un attento monitoraggio nel tempo attraverso controlli periodici, dosaggio del Psa, visite urologiche, eventuali esami di imaging come la risonanza magnetica o biopsie mirate con intervento terapeutico solo in presenza di segni di progressione della malattia. Una scelta scientificamente fondata, hanno sottolineato gli esperti, che richiede però un’elevata personalizzazione e una valutazione complessiva delle condizioni cliniche, dell’età e della qualità di vita del paziente. Nel corso dell’incontro è stato ribadito con forza come la prevenzione rappresenti oggi l’arma più efficace nella lotta al carcinoma prostatico. Controlli periodici a partire dai 50 anni, visite urologiche regolari e test del Psa consentono infatti di individuare la malattia nelle fasi iniziali, quando le possibilità di cura sono maggiori e gli interventi meno invasivi, con ricadute positive anche sul benessere psicofisico del paziente.

A portare il contributo del mondo associativo è stata Cristina Cannistrà, presidente della Lilt – Associazione Metropolitana di Messina, che ha rimarcato l’impegno costante della Lega Italiana per la lotta contro i tumori nella promozione della cultura della prevenzione oncologica sul territorio, attraverso campagne di sensibilizzazione, informazione e accesso facilitato agli screening. L’iniziativa ha registrato una partecipazione numerosa, attenta e partecipe, a conferma di quanto il tema della salute maschile necessiti ancora di spazi di dialogo e informazione qualificata. Un segnale significativo dell’importanza di fare rete tra istituzioni sanitarie, associazioni e realtà locali, affinché la prevenzione diventi un patrimonio condiviso e una pratica quotidiana, capace di incidere concretamente sulla qualità e sull’aspettativa di vita della comunità.