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Politica

Fondi post Ciclone Harry, Roccalumera resta a “quota zero”: parte della maggioranza chiede spiegazioni

Saccà, Gugliotta e Garufi chiedono trasparenza sull’assenza del Comune nella prima tranche di finanziamenti regionali mentre sulla riviera jonica si sbloccano oltre 11 milioni di euro

ROCCALUMERA – La conta dei danni lasciati dal Ciclone Harry lungo la riviera jonica si intreccia, oggi, con la conta dei finanziamenti già attivati. E mentre nei centri limitrofi si aprono i cantieri e si sbloccano risorse milionarie per la messa in sicurezza del territorio, Roccalumera resta, almeno in questa prima fase, fuori dalla programmazione immediata. Una circostanza che ha acceso il dibattito politico locale spingendo tre consigliere di maggioranza, Simona Saccà, Claudia Gugliotta e Antonietta Garufi, a chiedere formalmente chiarezza. Con un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco, le tre esponenti consiliari hanno sollecitato la pubblicazione dei passaggi tecnici ed amministrativi compiuti dall’Ente in relazione alla richiesta di accesso ai fondi regionali per la somma urgenza. Al centro, l’attuale esclusione di Roccalumera dai primi finanziamenti destinati agli interventi conseguenti agli eventi calamitosi che hanno colpito il comprensorio.

Il divario economico

I numeri, come spesso accade, fotografano una situazione netta, dai decreti del Dipartimento Regionale Tecnico emerge che il Genio Civile di Messina ha già avviato o affidato procedure per oltre 4,4 milioni di euro in favore di comuni confinanti quali Furci Siculo, Nizza di Sicilia, Santa Teresa di Riva, Letojanni e Sant’Alessio Siculo. A tali somme si aggiungono ulteriori 7 milioni di euro destinati ad interventi gestiti direttamente dagli enti locali limitrofi in qualità di stazioni appaltanti. In questo scenario di mobilitazione generale, Roccalumera risulta, allo stato, priva di stanziamenti nella prima tranche di finanziamenti. Una
“quota zero” che, secondo le consigliere firmatarie dell’atto ispettivo, “stride con la realtà dei fatti” e con i danni registrati sul territorio. “Vedere i cantieri aperti a pochi metri dai nostri confini, mentre il nostro territorio resta a guardare – sottolineano Saccà, Gugliotta e Garufi – impone un’analisi seria sulle cause di questo stallo. Non possiamo accettare che Roccalumera diventi il fanalino di coda della riviera jonica”.

Il nodo dell’efficacia amministrativa

Nel documento si respinge qualsiasi tentativo di minimizzazione politica. Le tre consigliere richiamano il senso di responsabilità verso la comunità e la necessità di superare logiche di appartenenza, ponendo l’accento su un tema centrale, l’efficacia dell’azione amministrativa. Il riferimento è a un modello gestionale ritenuto eccessivamente accentrato, che secondo il timore espresso potrebbe aver generato rallentamenti nella predisposizione e trasmissione della documentazione necessaria agli uffici regionali: perizie tecniche, istanze di finanziamento, relazioni sullo stato dei luoghi e richieste formali di inserimento nei programmi di somma urgenza.

“La vera collaborazione si misura sui risultati concreti per il paese, evidenziano, non sulla ricerca di nuovi equilibri funzionali a giustificare una fase di evidente affanno politico-amministrativo”. Un passaggio che lascia trasparire la volontà di distinguere tra dialogo istituzionale e mera ricomposizione di assetti politici.

Programmazione e tempestività

Il tema della tempestività emerge come elemento chiave, in materia di protezione civile e gestione dell’emergenza, la rapidità nell’attivazione delle procedure e nell’invio degli atti tecnici rappresenta spesso il discrimine tra l’inserimento immediato in graduatoria e lo slittamento a fasi successive. Anche qualora Roccalumera dovesse essere ricompresa in un secondo momento, osservano le firmatarie, resterebbe “l’amarezza di essere arrivati dopo gli altri”, con il rischio di perdere il vantaggio operativo legato ai primi interventi di messa in sicurezza e ripristino.

Le richieste al sindaco

L’interrogazione chiede dunque al primo cittadino di rendere pubblici i passaggi amministrativi compiuti: le date di redazione e trasmissione delle perizie, i numeri di protocollo delle richieste inoltrate, eventuali interlocuzioni formali con il Dipartimento regionale e con il Genio Civile: “Non cerchiamo polemiche, ma trasparenza -affermano le consigliere -. I cittadini hanno il diritto di sapere se questo ritardo sia frutto di una scelta politica regionale o di una gestione interna che fatica a tenere il passo con scadenze cruciali”. Ora la parola passa al sindaco, chiamato a chiarire se l’esclusione di Roccalumera dai primi fondi post Ciclone Harry sia il risultato di un iter ancora in corso o il sintomo di una criticità più profonda nella macchina amministrativa.