ROCCALUMERA – Non solo l’emergenza, ma il “dopo” Ciclone Harry. E poi la politica. È su questo terreno che Francesco Santisi, consigliere comunale di minoranza a Roccalumera, ha scelto di spostare il dibattito intervenendo a Radio Taormina Tv, nel corso della trasmissione Tao Mattina Live condotta da Carmelo Caspanello. Al centro dell’intervista, la mozione presentata insieme ai colleghi Massimo Bellomo, Tiziana Maggio e Mariarosaria Sparacino sugli eventi meteo del 19, 20 e 21 gennaio 2026 e sulle misure necessarie per mettere davvero in sicurezza il territorio. Un intervento articolato, in cui Santisi ha ripercorso atti amministrativi, criticità ancora aperte e richieste precise rivolte al sindaco e alla giunta.
I giorni del ciclone e l’impatto sul territorio
Tra il 19 e il 21 gennaio 2026 Roccalumera è stata investita da forti venti di tipo ciclonico e da mareggiate che hanno colpito in modo diretto il lungomare. I danni hanno interessato immobili privati e attività produttive, ma anche infrastrutture e servizi essenziali: rete Enel, pubblica illuminazione, rete idrica, rete fognaria e pompe di sollevamento dei reflui. Le conseguenze si sono fatte sentire anche in altre zone del paese, con disagi diffusi.
Nell’immediatezza, l’amministrazione comunale è intervenuta con l’ordinanza sindacale n. 9 del 21 gennaio 2026 per l’esecuzione di lavori urgenti sul territorio. Il giorno successivo, con la determina dirigenziale n. 31 del 22 gennaio 2026, è stato formalizzato l’affidamento dei lavori di pronto intervento ai sensi dell’articolo 50 del decreto legislativo 36 del 2023. Successivi sopralluoghi hanno portato all’adozione di ulteriori provvedimenti, tra determine e verbali di somma urgenza, per la messa in sicurezza e il ripristino delle infrastrutture danneggiate.
Il 5 febbraio 2026 la giunta municipale ha dichiarato lo stato di calamità naturale per il passaggio del ciclone Harry. Sono state recepite le delibere di giunta regionale sulla dichiarazione dello stato di crisi e sull’attivazione delle risorse, la decisione del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2026 che ha stanziato 33milioni di euro per la Regione Siciliana e l’ordinanza del capo dipartimento della protezione civile nazionale, che comprende anche Roccalumera tra i comuni interessati. Agli uffici è stato affidato il compito di quantificare i danni ai beni comunali.
La mozione: trasparenza sui lavori e programmazione chiara
La mozione della minoranza, indirizzata al sindaco, agli assessori comunali e, per conoscenza, al presidente del consiglio, ai consiglieri di maggioranza, ai responsabili delle aree I, II e III e al segretario comunale, chiede l’inserimento del punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
L’obiettivo è ottenere un quadro dettagliato e pubblico degli interventi già eseguiti, di quelli in corso e di quelli ancora da programmare per la messa in sicurezza del territorio. L’attenzione è rivolta in particolare al lungomare: viabilità, marciapiedi, parapetti, ringhiere, accessi a mare.
Secondo Santisi, i cittadini devono sapere quali opere sono previste e con quali tempi, soprattutto in vista della stagione estiva. La richiesta riguarda anche una comunicazione istituzionale univoca. Il consigliere ha evidenziato come, in alcune fasi, vi siano state comunicazioni non sempre coordinate tra sindaco e vicesindaco, con il rischio di generare confusione.
Il tema irrisolto della protezione civile comunale
Durante l’intervista, Santisi ha richiamato due interrogazioni presentate dalla minoranza il 20 gennaio 2025.
La prima riguardava il funzionamento e l’utilizzo del mezzo antincendio. In consiglio comunale, con delibera del 6 marzo 2025, l’amministrazione aveva spiegato che il mezzo, pur immatricolato dal Comune di Roccalumera, doveva essere restituito all’Unione dei Comuni e che non vi erano le condizioni per anticipare 15 mila euro necessari alla riparazione. La minoranza aveva ribadito che disporre di un mezzo proprio di protezione civile è fondamentale, sia per gli incendi sia per eventi come mareggiate, frane o smottamenti.
La seconda interrogazione, riguardava la costituzione e l’operatività del nuovo gruppo comunale di volontariato di protezione civile. In aula, con delibera del 6 marzo 2025, l’amministrazione aveva giustificato il mancato avvio con le criticità del sistema di allerta meteo regionale, ritenendo rischioso attivare volontari senza informazioni adeguate. La minoranza aveva invece insistito sulla necessità di costituire il gruppo e di iscriverlo all’albo regionale.
Al momento del ciclone Harry, né il gruppo comunale risultava operativo né la Jeep attrezzata con modulo antincendio era disponibile, perché ancora in riparazione.
Il piano comunale e la proposta di aggiornamento
Dopo due rinvii, il Piano comunale di protezione civile è stato approvato con delibera del consiglio comunale del 22 dicembre 2025. In quell’occasione, la minoranza aveva invitato a migliorarlo sotto il profilo grafico e tecnico e a monitorarlo costantemente, tornando a porre l’attenzione sul gruppo comunale e sul mezzo attrezzato.
Alla luce dell’esperienza di gennaio 2026, Santisi propone ora di valutare un aggiornamento del piano, almeno nella sezione dedicata alle mareggiate, oppure la predisposizione di un addendum da integrare in caso di necessità. Tra le proposte anche il censimento degli idranti su tutto il territorio comunale, con una planimetria aggiornata e verifiche periodiche sul loro funzionamento.
Il ruolo della minoranza durante l’emergenza
Santisi ha ricordato che già dopo gli eventi meteo del 19-21 ottobre 2024, con nota protocollata al n. 16819 del 23 ottobre 2024, la minoranza aveva manifestato la disponibilità a contribuire non solo nella fase emergenziale ma anche nella programmazione degli interventi e nella diffusione di una cultura della sicurezza del territorio.
Anche durante il ciclone Harry, i consiglieri di minoranza hanno effettuato sopralluoghi, raccolto segnalazioni dei cittadini e si sono interfacciati con il Centro operativo comunale, partecipando alle attività coordinate dal sindaco in qualità di autorità locale di protezione civile. Una scelta, ha sottolineato Santisi, improntata alla collaborazione e alla responsabilità, senza comunicati o esposizione mediatica.
Resta però la richiesta politica: fare chiarezza sugli interventi di messa in sicurezza già realizzati, su quelli in corso e su quelli ancora da avviare, accelerare la costituzione del gruppo comunale di protezione civile, rimettere in funzione il mezzo antincendio e garantire una comunicazione lineare ai cittadini.
La mozione, datata 27 febbraio 2026 e firmata da Massimo Bellomo, Tiziana Maggio, Francesco Santisi e Mariarosaria Sparacino, riporta al centro del dibattito pubblico un tema che va oltre l’emergenza: la capacità di Roccalumera di farsi trovare pronta quando il mare e il vento tornano a bussare con forza.






