FORZA D’AGRO’ – Un’inchiesta giudiziaria che scuote il piccolo Comune jonico e coinvolge amministratori, funzionari e cittadini. A Forza d’Agrò la Procura della Repubblica di Messina ha chiesto misure cautelari nei confronti del sindaco Bruno Miliadò nell’ambito dell’indagine sulle presunte false residenze che, secondo gli inquirenti, sarebbero state utilizzate per influenzare il risultato delle elezioni amministrative del giugno 2024.
Al centro dell’inchiesta c’è l’ipotesi che alcune iscrizioni anagrafiche nel Comune siano state effettuate in modo fittizio con l’obiettivo di aumentare il numero degli elettori favorevoli alla riconferma del primo cittadino. Una ricostruzione investigativa che porta la Procura a contestare l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico. Secondo quanto emerge dalle indagini, a reggere le fila dell’operazione sarebbe stato direttamente il sindaco, che avrebbe agito per ottenere un vantaggio elettorale nella competizione amministrativa.
Le accuse e le richieste della Procura
Il fascicolo è coordinato dalla sostituta procuratrice Francesca Bonanzinga, che ha chiesto l’applicazione di misure cautelari per alcuni dei principali indagati. In particolare, la Procura ha richiesto gli arresti domiciliari per il sindaco Bruno Miliadò, per il consigliere comunale di maggioranza Emanuele Di Cara e per tre agenti della Polizia locale. Per il consigliere comunale Giuseppe Bondì, anch’egli esponente della maggioranza, è stata invece richiesta la misura del divieto di dimora.
Complessivamente l’inchiesta coinvolge 65 persone, tra amministratori, dipendenti comunali e cittadini, accusati a vario titolo di avere preso parte al presunto sistema di false registrazioni anagrafiche. Le accuse formulate dagli inquirenti riguardano l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico, reato che secondo la Procura sarebbe stato commesso attraverso la registrazione di residenze inesistenti o comunque non effettive nel territorio comunale.
Le indagini dei carabinieri e i trasferimenti sospetti
Le indagini sono state avviate nella primavera del 2024, proprio nei mesi precedenti alle elezioni amministrative che hanno portato alla rielezione di Miliadò. I carabinieri della Stazione di Forza d’Agrò hanno concentrato l’attenzione su una serie di trasferimenti di residenza che sarebbero apparsi sospetti per modalità e tempistiche.
Secondo gli investigatori, diversi cittadini avrebbero formalmente trasferito la propria residenza nel Comune senza però viverci realmente. L’ipotesi della Procura è che questi spostamenti anagrafici siano stati organizzati per incrementare il bacino elettorale a favore del sindaco uscente. Nel corso delle indagini sono stati raccolti elementi documentali e testimonianze che, secondo l’accusa, indicherebbero un meccanismo organizzato e finalizzato proprio a incidere sull’esito della consultazione elettorale.
La procedura davanti al giudice per le indagini preliminari
La richiesta di misure cautelari sarà ora valutata dal giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore. Prima di assumere qualsiasi decisione, la gip ascolterà gli indagati nell’ambito dell’interrogatorio preventivo fissato per il prossimo 16 marzo. I carabinieri hanno già notificato agli interessati l’avviso di fissazione dell’interrogatorio, passaggio previsto dalla procedura prima dell’eventuale emissione delle misure richieste dalla Procura.
Sarà quindi il giudice a stabilire se accogliere o meno le richieste avanzate dal pubblico ministero, valutando il quadro indiziario e le esigenze cautelari prospettate dall’accusa. L’inchiesta rappresenta un passaggio delicato per la vita amministrativa del Comune di Forza d’Agrò, dove la vicenda giudiziaria rischia di avere ripercussioni anche sul piano politico e istituzionale. Nei prossimi giorni l’attenzione resterà concentrata sull’esito degli interrogatori e sulle eventuali decisioni che verranno adottate dal giudice.






