S. TERESA DI RIVA – Un’iniziativa dedicata ai giovani, allo studio ed ai valori della legalità per custodire la memoria di una figura che ha segnato profondamente la comunità messinese è stata presentata nei giorni scorsi, presso il plesso “Lionello Petri” dell’Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva attraverso la prima edizione della borsa di studio biennale Pietro Arena, promossa dal Lions Club Santa Teresa di Riva in ricordo del magistrato messinese e stimato socio del sodalizio.
Il riconoscimento sarà destinato ad uno studente o ad una studentessa dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado che, nel corso del triennio scolastico, avrà conseguito i migliori risultati. Alla valutazione del merito si affiancheranno anche parametri di carattere socio-economico, come l’indicatore Isee della famiglia ed il numero di componenti del nucleo familiare ancora impegnati nel percorso di studi. La borsa di studio si concretizzerà nella consegna di un buono per l’acquisto dei libri di testo, che verrà assegnato nel corso di un prossimo convegno dedicato al tema della dispersione scolastica, con l’obiettivo di sostenere concretamente l’accesso agli studi superiori e contribuire a contrastare un fenomeno che ancora oggi rappresenta una delle principali sfide del sistema educativo.
Ad aprire l’incontro è stata la dirigente scolastica Enza Interdonato, che ha sottolineato il costante impegno dell’istituto nell’ascolto delle esigenze degli studenti e nel monitoraggio delle situazioni di fragilità. L’Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva, ha ricordato la dirigente, rappresenta infatti il punto di riferimento per l’osservatorio territoriale sulla dispersione scolastica, svolgendo un ruolo attivo nelle attività di prevenzione e supporto rivolte agli studenti.
Ad illustrare i contenuti e le finalità dell’iniziativa è stato invece il presidente del Lions Club Santa Teresa di Riva, Salvatore Parlato, che ha delineato il profilo umano e professionale del magistrato Pietro Arena, una figura che, oltre alla rigorosa applicazione della legge, ha sempre affiancato alla funzione giudiziaria una profonda attenzione verso la dimensione umana e sociale della giustizia. Arena, infatti, si distinse per il suo approccio innovativo e sensibile nei confronti dei detenuti, promuovendo iniziative di reinserimento sociale attraverso il lavoro retribuito all’interno delle carceri e la diffusione della lettura come strumento di crescita personale. In particolare, dedicò grande attenzione ai giovani non ancora radicati nei circuiti della criminalità organizzata, guidandoli verso percorsi alternativi fondati sulla cultura e sulla legalità.
Un ricordo intenso e partecipato è stato offerto anche da Giovanna Sampiero, moglie del magistrato, che ha ripercorso alcuni momenti significativi della sua carriera e soprattutto del suo impegno umano. In qualità di Giudice Tutelare, Pietro Arena manifestò una particolare sensibilità nei confronti dei ragazzi ospitati negli istituti, sostenendo concretamente coloro che desideravano proseguire gli studi oltre l’obbligo scolastico. Per rendere possibile questo percorso, il magistrato arrivò persino a nominare “tutori ad hoc”, consentendo ai giovani di iscriversi e frequentare gli istituti superiori. Grazie a quel sostegno, molti di loro sono poi riusciti a costruire un proprio futuro professionale, trovando spazio nelle istituzioni, come la Guardia di Finanza e la Marina Militare, ma anche nel mondo dell’imprenditoria e nelle arti, come la fotografia.
All’incontro hanno preso parte anche Angela Sturiale e Iolanda Scuderi, in rappresentanza dell’Ufficio di assistenza sociale presso il Tribunale per i minorenni di Messina. Sturiale, attraverso le sue parole ha espresso come come l’esempio del magistrato Arena continui a rappresentare un modello per il lavoro quotidiano svolto dalla magistratura minorile e dai servizi sociali nella tutela dei minori. Scuderi ha invece richiamato l’attenzione sull’importanza dell’ascolto e della prevenzione nel contrasto al disagio giovanile, sottolineando l’impegno dell’istituto scolastico su questi fronti.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione degli studenti dell’ultimo anno del plesso santateresino, coinvolti nell’iniziativa dai docenti di classe e coordinati dalla referente scolastica per la legalità, Agata Basile. Alcuni ragazzi, in rappresentanza delle classi, hanno rivolto domande alla famiglia del magistrato la moglie e i figli Francesco Daniele e Maria Chiara, approfondendo aspetti della sua vita professionale e personale. Le testimonianze dei familiari hanno ulteriormente delineato il ritratto di un uomo capace di coniugare rigore istituzionale e profonda empatia verso le persone più fragili, coinvolgendo spesso anche la propria famiglia nelle attività di sostegno e di accompagnamento dei giovani in difficoltà. A concludere l’evento sono stati gli interventi delle autorità lionistiche.
Angela Patti, presidente della Zona 8, ha ricordato il grande rispetto e la stima che il magistrato Pietro Arena seppe conquistare nella comunità messinese. Isidoro Barbagallo, presidente della Terza Circoscrizione, ha invece posto l’accento sul valore della legalità e sulla formazione della personalità dei giovani nel percorso scolastico, sottolineando come iniziative come questa rappresentino un investimento concreto nel futuro delle nuove generazioni.






