Ransomtax 2
ATTUALITA'

Sanità, la Regione sospende Salvatore Iacolino dalla guida del Policlinico di Messina

La decisione della giunta Schifani dopo l’inchiesta della Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. La rettrice Spatari chiede chiarezza e tutela per l’Azienda ospedaliera universitaria

MESSINA – Il governo regionale ha deciso di sospendere Salvatore Iacolino dall’incarico di direttore generale del Policlinico “Gaetano Martino” di Messina. La decisione è arrivata al termine di una seduta straordinaria della giunta convocata dal presidente della Regione Renato Schifani e adottata su proposta dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni. Contestualmente è stato avviato anche il procedimento per la revoca della nomina.

La scelta della Regione arriva in un momento particolarmente delicato per l’Azienda ospedaliera universitaria messinese, dopo che il nome del manager sanitario è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Palermo. Un’indagine che ha rapidamente assunto una dimensione istituzionale e politica, coinvolgendo anche il sistema sanitario regionale.

La posizione della Regione

Con la sospensione dell’incarico, il governo regionale punta a garantire la piena funzionalità dell’ospedale universitario e a evitare ripercussioni sulla gestione di una struttura considerata strategica per la sanità siciliana. La decisione dell’esecutivo regionale mira quindi a chiarire il quadro amministrativo e istituzionale della struttura, assicurando continuità nella gestione e salvaguardando l’attività assistenziale.

L’intervento della rettrice Spatari

Sulla vicenda è intervenuta anche la rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari, che nelle ore precedenti alla riunione della giunta regionale aveva sollecitato una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni.

“Viste le notizie diffuse in queste ore dagli organi di stampa in merito all’indagine in cui è coinvolto il dottore Salvatore Iacolino – ha dichiarato Spatari – ritengo necessario che la questione della sua nomina a direttore generale del Policlinico “Gaetano Martino” di Messina venga affrontata con decisione, nell’interesse dell’Azienda, della sua piena funzionalità e della collettività”.

La rettrice ha sottolineato come la rilevanza dell’incarico e la delicatezza del contesto richiedano “la massima attenzione, a tutela dell’Azienda, delle istituzioni coinvolte e delle persone direttamente interessate”.

Spatari ha inoltre ricordato che la procedura di insediamento non era ancora stata completata. “A fronte della nomina di competenza della Regione – ha spiegato – resta da definire il contratto relativo agli obiettivi del direttore generale, passaggio che richiede anche il coinvolgimento della rettrice e che, allo stato, non mi è stato ancora sottoposto”.

“Prendo atto della convocazione straordinaria della giunta regionale – ha aggiunto – e auspico che le conseguenti decisioni consentano di assicurare in tempi rapidi un quadro chiaro e la piena operatività del Policlinico, nell’interesse dell’Azienda, del personale e dell’utenza”.

L’inchiesta della Procura di Palermo

Nel frattempo l’attenzione resta concentrata sull’indagine avviata dalla Procura di Palermo. I magistrati della Direzione distrettuale antimafia, guidati dal procuratore Maurizio De Lucia, hanno disposto perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di Iacolino, ex eurodeputato del Pdl e da poco nominato alla guida del Policlinico messinese.

Il manager sanitario è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Secondo gli investigatori, avrebbe messo a disposizione la propria rete di relazioni istituzionali a favore del boss di Favara Carmelo Vetro, già condannato per mafia.

Gli inquirenti ritengono che Iacolino avrebbe sostenuto gli interessi economici del clan e favorito contatti con funzionari regionali di primo piano, tra cui il direttore generale dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì, la vicepresidente della commissione Antimafia siciliana Bernardette Grasso e il capo della Protezione civile Salvatore Cocina.

Le contestazioni degli investigatori

Secondo la ricostruzione della Dda, l’ex eurodeputato avrebbe fornito informazioni su procedure amministrative in corso e facilitato relazioni istituzionali utili agli interessi del boss e di persone a lui vicine, tra cui l’imprenditore Giovanni Aveni.

Gli investigatori ipotizzano inoltre che, quando ricopriva il ruolo di dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute, Iacolino avrebbe compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio sollecitando i vertici amministrativi dell’Asp di Messina su procedimenti indicati dal boss.

Un ulteriore elemento contestato riguarda la presunta mancata segnalazione della condanna per mafia di Carmelo Vetro. Secondo la Procura, il manager sanitario avrebbe invece contribuito a creare canali riservati con figure apicali dell’amministrazione regionale per favorire l’accesso del boss e dei suoi referenti a lavori nel settore pubblico.

Un passaggio delicato per la sanità messinese

La sospensione disposta dalla Regione arriva quindi in una fase particolarmente sensibile per la sanità del territorio. Il Policlinico di Messina è infatti una struttura centrale non solo per l’assistenza sanitaria ma anche per la ricerca e la formazione universitaria.

Proprio per questo la rettrice Spatari ha richiamato il valore del lavoro quotidiano svolto dal personale sanitario e amministrativo. “Il Policlinico di Messina svolge un ruolo centrale nell’assistenza, nella formazione e nella ricerca – ha sottolineato – e la sua attività quotidiana va salvaguardata con pieno senso di responsabilità, nel rispetto dell’impegno e della professionalità di tutto il personale e delle esigenze dell’utenza”.

Nel frattempo l’inchiesta della Procura di Palermo prosegue e sarà la magistratura a chiarire i contorni della vicenda. Sul piano istituzionale, invece, la Regione ha scelto la strada della sospensione immediata e dell’avvio della procedura di revoca, con l’obiettivo dichiarato di garantire stabilità e trasparenza nella gestione del Policlinico.