MESSINA – Un nuovo femminicidio scuote la città dello Stretto. Una donna di 50 anni, Daniela Zinnanti è stata trovata senza vita nella serata di ieri nella sua abitazione di via Lombardia, nel quartiere Lombardo. Il corpo della vittima presentava decine di ferite da arma da taglio, segni evidenti di una violenta aggressione consumata tra le mura domestiche. Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 20, quando la figlia della donna, preoccupata per le ripetute telefonate rimaste senza risposta, si è recata nell’appartamento della madre. Una volta entrata nell’abitazione, la giovane si è trovata davanti alla drammatica scena del cadavere e ha accusato un malore, rendendo necessario il trasporto in ospedale per le cure del caso.
Sul luogo del delitto sono immediatamente intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, insieme alla polizia scientifica, impegnata nei rilievi all’interno dell’appartamento, mentre nelle aree circostanti gli investigatori hanno avviato le ricerche dell’arma utilizzata per l’omicidio. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un coltello con manico nero, che potrebbe essere stato abbandonato nei cortili o nelle vie limitrofe all’edificio.
Nel corso della serata il quadro investigativo ha iniziato a delinearsi con maggiore chiarezza, quando l’ex compagno della vittima, Santino Bonfiglio è stato condotto negli uffici della Questura per essere interrogato, alla presenza del proprio legale. L’uomo si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per precedenti reati contro la persona, ma secondo quanto ricostruito nelle prime fasi delle indagini, si sarebbe recato nell’abitazione della donna con l’intenzione di parlarle, probabilmente nel tentativo di riallacciare la relazione sentimentale ormai conclusa e al rifiuto della richiesta da parte della donna, l’ex compagno avrebbe afferrato un coltello colpendola più volte, infliggendole numerose ferite risultate mortali. Dopo l’interrogatorio, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Nei suoi confronti è quindi scattato l’arresto e il trasferimento nel carcere di Gazzi, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Intanto gli investigatori proseguono il lavoro per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto, acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nei condomini e nelle attività commerciali della zona, che potrebbero fornire elementi utili a ricostruire gli spostamenti dell’indagato prima e dopo il delitto. All’interno dell’abitazione sono intervenuti, oltre agli agenti della polizia scientifica per i rilievi, anche il magistrato di turno e il medico legale, che ha effettuato una prima ricognizione sul corpo della vittima.






