MESSINA – Il calcio come identità, servizio e visione politica. Non solo novanta minuti, ma una leva strategica per leggere il futuro della città. È su questo terreno che si è acceso il confronto pubblico tra i candidati sindaco di Messina, riuniti nell’incontro promosso dalla Società Cooperativa Calcio Messina nella chiesa di Santa Maria Alemanna. Un dibattito che ha messo al centro non soltanto la squadra, ma l’intero ecosistema sportivo cittadino, tra infrastrutture, programmazione e ruolo sociale.
A confrontarsi sono stati Federico Basile, Antonella Russo, Marcello Scurria, Lillo Valvieri e Nico Scandurra, esperto di sport incaricato da Gaetano Sciacca, assente per precedenti impegni. A moderare il dialogo i giornalisti Tiziana Caruso e Pietro Di Paola, in un clima di partecipazione attiva alimentato dalla Cooperativa, impegnata da tempo nel sostegno alla principale realtà calcistica cittadina. Il dibattito è nato con un obiettivo preciso: alzare il livello del confronto e portare all’attenzione della futura amministrazione proposte concrete e immediatamente attuabili, con una visione che intreccia sport e comunità e riconosce ai tifosi un ruolo attivo nei processi decisionali.
Lo stadio e le infrastrutture al centro del confronto
Il tema degli impianti sportivi ha rappresentato il cuore del dibattito, a partire dalla questione dello stadio “Franco Scoglio”. Nico Scandurra ha sottolineato come “lo stadio è nato già vecchio”, aprendo alla possibilità di una ricostruzione o di una riduzione della capienza per migliorarne la funzionalità. Più netta la posizione di Antonella Russo: “È una sconfitta per la città, andava fatto già nel 2004”, ha detto, rilanciando l’idea di un hub multiservizi capace di rendere l’impianto fruibile durante tutto l’anno.
Federico Basile ha invece richiamato il lavoro già avviato dall’amministrazione: “Abbiamo predisposto un progetto da 16-18 milioni, modulabile e finanziabile anche con il credito sportivo”, ha spiegato, rivendicando un approccio basato su pianificazione e sostenibilità economica. Marcello Scurria ha criticato duramente la mancanza di investimenti negli ultimi vent’anni: “Abbiamo una cattedrale nel deserto che va modificata”, mentre Lillo Valvieri si è detto favorevole alla copertura totale dello stadio, sottolineando però che, in condizioni di normalità, iniziative come quelle della Cooperativa non dovrebbero essere necessarie.
Il “Celeste”, i quartieri e lo sport di base
Il confronto si è poi allargato agli altri impianti cittadini e ai ritardi accumulati negli interventi. In particolare, il “Celeste” è stato indicato come una possibile nuova casa del Messina e, allo stesso tempo, come uno spazio di rilancio per il calcio giovanile e dilettantistico.
Antonella Russo ha posto l’accento sulla necessità di un maggiore controllo politico sull’operato tecnico: “A soffrire sono le piccole società”, ha evidenziato, proponendo voucher sportivi e uno sportello dedicato all’accesso ai fondi regionali ed europei. Scandurra ha richiamato i numeri del movimento cittadino, con 18 squadre nei campionati federali e 48 società giovanili, evidenziando l’urgenza di sviluppare poli sportivi polifunzionali.
Basile ha difeso l’operato della sua amministrazione, citando interventi già realizzati come l’agibilità del PalaRescifina e il rifacimento del PalaTracuzzi, pur ammettendo che “tanto resta ancora da fare”.
Valvieri ha infine rilanciato sull’importanza dei quartieri: “Servono campetti per aumentare la qualità della vita e sostenere lo sport di base”, ha detto, indicando una direzione che guarda alla diffusione capillare delle strutture. Tra le proposte emerse anche la realizzazione di un museo del Messina calcio all’interno del “Franco Scoglio” e il rafforzamento dei progetti sociali già avviati, in un’ottica che considera lo sport come strumento di inclusione e crescita collettiva. Il calcio, dunque, entra a pieno titolo nell’agenda politica cittadina. E nel confronto tra visioni, strategie e priorità, si gioca una partita che va ben oltre il campo.






