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Messina, lavoro agile e lavoratori fragili: Russo chiede tutele stabili e stop al rientro forzato in presenza

Emigrazione sanitaria al 7% in Sicilia. La candidata sindaco: "Servono politiche che permettano di restare e lavorare in sicurezza"

MESSINA – Il tema del lavoro agile torna al centro del dibattito politico cittadino, intrecciandosi con quello, sempre più urgente, della tutela dei lavoratori fragili e del diritto a restare nel proprio territorio senza essere costretti ad emigrare. A riaccendere i riflettori è Antonella Russo, candidata sindaco della coalizione di centrosinistra, che interviene raccogliendo l’appello lanciato dal gruppo Lavoratori fragili uniti: “Quello esposto è l’ennesimo segnale – afferma Russo – che impone una riflessione seria sul trattamento riservato a chi sceglie di vivere e lavorare a Messina, senza cercare altrove condizioni migliori e più equilibrate, soprattutto nel rapporto tra salute e occupazione”. Un richiamo che si inserisce in un contesto più ampio, segnato da criticità strutturali e da una crescente mobilità sanitaria.

Secondo i dati Istat più recenti, confluiti nel report Best Sicilia 2025, il tasso di emigrazione sanitaria dalla regione si attesta intorno al 7%. Un dato che fotografa una realtà complessa, nella quale il diritto alla cura e quello al lavoro finiscono spesso per sovrapporsi, generando disuguaglianze e difficoltà per le fasce più vulnerabili della popolazione. Questo secondo la candidata, anche a causa delle criticità del sistema sanitario regionale a segioto di scelte gestionali e nomine che, negli ultimi anni, hanno alimentato polemiche ed inchieste giudiziarie. In questo scenario, il lavoro agile viene indicato non come una misura straordinaria, ma come uno strumento ordinario di civiltà. Il riferimento è anche alle recenti scelte di alcune grandi realtà industriali, che stanno progressivamente riducendo il ricorso allo smart working, imponendo il rientro in presenza. Una direzione che Russo contesta apertamente: “Le buone pratiche sperimentate negli ultimi anni non devono essere smantellate, ma consolidate e integrate stabilmente nei modelli organizzativi, nel pieno rispetto delle normative e dei diritti riconosciuti anche dalla giurisprudenza”.

L’approccio delineato guarda ad una platea ampia di beneficiari, non solo i lavoratori fragili, ma anche famiglie con figli piccoli, per chi assiste parenti anziani o malati ed ai giovani che hanno scelto di rientrare in Sicilia proprio grazie alle opportunità offerte dal lavoro da remoto. Una leva, dunque, anche per contrastare lo spopolamento e favorire il rientro dei talenti: “Garantire modalità flessibili – prosegue Russo – significa sostenere concretamente il tessuto sociale ed economico del territorio”. Un impegno che la candidata traduce in una prospettiva amministrativa precisa, fare del Comune di Messina un laboratorio di inclusione e innovazione organizzativa. “Da sindaco lavorerò affinché nessuno venga lasciato indietro. Il diritto al lavoro deve essere garantito a tutti, senza discriminazioni e senza ostacoli insormontabili. Nessuno deve essere costretto a scegliere tra salute e lavoro, così come nessuno deve essere costretto a lasciare questa città”, conclude. Un messaggio che rilancia il confronto su lavoro, sanità e diritti, ponendo al centro una questione ormai non più rinviabile, la necessità di coniugare sviluppo, equità e qualità della vita in un territorio che continua a confrontarsi con sfide strutturali profonde.