MESSINA – Un dato politico e civico che il Partito Democratico rivendica con forza, quello dell’alta affluenza nella città dello Stretto ed un risultato netto che, secondo la lettura del segretario provinciale Armando Hyerace, segna una presa di posizione chiara sul piano istituzionale e democratico. “C’è un primo dato da rivendicare con forza: l’affluenza. Messina è tra le due province siciliane con la partecipazione più alta”, sottolinea Hyerace, evidenziando come il territorio peloritano abbia risposto in maniera significativa alla chiamata alle urne. Un elemento che viene interpretato come segnale di vitalità democratica, di una comunità che sceglie di non restare ai margini, esercitando pienamente il diritto di voto. Accanto al dato quantitativo, emerge quello politico. L’affermazione del No, secondo il segretario provinciale democratico, rappresenta “una scelta chiara a difesa dell’equilibrio costituzionale, della qualità della giustizia e dello Stato di diritto”. Un esito che, nella lettura del Partito Democratico, si configura come una risposta netta ad una proposta ritenuta capace di incidere in modo significativo sull’assetto democratico del Paese.
L’analisi si estende poi al quadro più ampio. L’alta partecipazione, sia su scala nazionale che locale, interpretata come un segnale inequivocabile: “I cittadini vogliono tornare a contare”, messaggio che Hyerace collega direttamente al contesto politico attuale, criticando l’azione del centrodestra, “sempre più piegata da chi governa, a Roma come a Palermo” e accusata di promuovere una visione della democrazia intesa più come strumento che come valore. Non manca il riferimento alla realtà messinese, dove, osserva il segretario, negli anni si sarebbero registrate pratiche riconducibili a questa impostazione. In questo scenario, il risultato referendario assume, nella narrazione del Pd, una valenza che va oltre il dato contingente, configurandosi come un momento di rafforzamento complessivo della democrazia e dello Stato di diritto.
Hyerace attribuisce inoltre particolare rilievo al lavoro svolto sul territorio: “Un ringraziamento sincero va ai comitati per il No ed ai circoli del Partito Democratico che, anche in tutta la provincia, hanno promosso momenti di confronto veri, partecipati e necessari”, un’attività diffusa che, secondo il segretario, ha contribuito in maniera determinante al risultato registrato. Il voto, prosegue l’analisi, avrebbe avuto anche il merito della chiarezza politica. Chi ha scelto di esprimersi lo ha fatto “senza ambiguità”, rendendo evidente la distanza tra le visioni di centrosinistra e centrodestra su temi centrali quali giustizia e democrazia. Una distanza definita “netta, visibile, misurabile”. Più critica, invece, la valutazione nei confronti di chi ha deciso di non prendere posizione. Un atteggiamento definito “pilatesco”, che eviterebbe il confronto nel merito su una questione ritenuta decisiva. Nel mirino, in particolare, il movimento Sud Chiama Nord e il suo leader Cateno De Luca, accusati di essersi sottratti al dibattito pubblico, confermando secondo Hyerace “un approccio ondivago e fumoso”.
Una linea politica che, nella lettura del segretario dem, non sarebbe casuale ma funzionale a strategie di posizionamento variabile, con il rischio di svuotare la democrazia del suo significato più profondo. “Rappresentare una comunità è cosa ben diversa dall’utilizzarla a proprio vantaggio”, conclude Hyerace, sintetizzando così il senso politico attribuito all’esito della consultazione.
A commentare la vittoria del No anche Antonella Russo, candidata sindaca di Messina per il centrosinistra, che commenta le proiezioni elettorali parlando di “una vittoria schiacciante per proporzioni” e di un segnale politico chiaro anche sul territorio messinese. Secondo i dati disponibili, su circa 47mila sezioni scrutinate il No si attesterebbe al 54,13%, contro il 45,87% del Si, con un’affluenza prossima al 59%. A Messina il risultato appare ancora più marcato, con il No oltre il 57%, dato che evidenzia una partecipazione significativa e che, oltre al merito del quesito, assume un chiaro valore politico.
“La destra perde in maniera netta – afferma Russo – ma il dato più rilevante è che bisogna sempre ascoltare la voce dei cittadini, senza imporre decisioni dall’alto”. La candidata richiama quindi anche il tema delle grandi opere, invitando il Governo a “ripensare alla questione del Ponte sullo Stretto”, ritenuto impattante per le coste di Messina e Villa San Giovanni. In chiave locale, il risultato viene letto come segnale di compattezza del centrosinistra: “C’è bisogno di unità – aggiunge Russo – perché il dato di Messina racconta una città che mantiene intatto il proprio senso democratico e respinge una visione politica distante dai cittadini”. Infine, una stoccata agli altri candidati a sindaco, accusati di non aver assunto una posizione chiara su un tema ritenuto centrale: “Spiace constatare che su un passaggio fondamentale come la riforma costituzionale non ci sia stata una presa di posizione ufficiale. Questo rende difficile comprendere con precisione la loro visione politica e la capacità di esprimere scelte trasparenti”.





