FURCI SICULO – Ripensare il rapporto tra uomo e ambiente lungo la fascia costiera ionica, superando le logiche emergenziali e le decisioni calate dall’alto, questo l’obiettivo alla base della nascita del Comitato per la Co-Progettazione della Zona Jonica, un’iniziativa promossa da cittadini con il supporto scientifico della prof.ssa Laura Saija e della dott.ssa Lucia Signorello dell’università di Catania che segna l’avvio di un percorso partecipativo destinato a coinvolgere l’intero comprensorio, da Giardini Naxos a Scaletta Zanclea.
Nel corso della conferenza stampa tenutasi nell’Aula consiliare di Furci Siculo, i componenti del Comitato hanno illustrato le linee guida del progetto, ponendo l’accento su un approccio inclusivo e multidisciplinare. Salvo Irrera ha sottolineato come i modelli adottati finora, basati su barriere rigide e su una visione “difensiva” nei confronti della natura, abbiano contribuito ad aumentare la vulnerabilità delle coste: “È necessario superare schemi decisionali che separano comunità, istituzioni ed ecosistema – ha evidenziato – per avviare un processo che valorizzi il sapere diffuso e punti alla rinaturalizzazione del territorio, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale e produttivo”. Un passaggio che si lega alla richiesta di maggiore trasparenza sugli atti amministrativi già adottati e sui progetti in essere, ritenuta condizione imprescindibile per costruire un percorso realmente condiviso.
A delineare la struttura operativa è stata Serena Bonura, che ha illustrato un processo articolato, fondato sul contributo di progettisti e facilitatori, con il supporto della prof.ssa Laura Saija. Due gli obiettivi principali, da un lato quello di promuovere una cultura della partecipazione e della consapevolezza territoriale, dall’altro giungere alla definizione di un piano strategico condiviso. Un documento che metterà in rete comuni, tecnici e cittadini, prevedendo anche interventi intermedi su ambiti cruciali come fiumare, colline e viabilità. Il percorso, della durata prevista di almeno un anno, si svilupperà attraverso incontri territoriali, laboratori tematici, tavoli tecnici e momenti pubblici. Il primo appuntamento, fissato per il 24 marzo a Furci Siculo, sarà dedicato alla costruzione di una mappatura partecipata dei bisogni, delle criticità e delle risorse del territorio. “Non parleremo subito di soluzioni – ha precisato Bonura – ma del processo, per arrivare a una visione realmente condivisa”.
Sul piano operativo, il Comitato punta anche all’accesso diretto ai fondi della democrazia partecipativa previsti dalla Legge regionale 5/2014, seguendo l’esperienza già avviata dal Comune di Giardini Naxos. Un percorso che sarà supportato dall’associazione Parliament Watch, impegnata nel monitoraggio e nella promozione di buone pratiche attraverso l’Osservatorio “Spendiamoli Insieme”. Alla base dell’iniziativa quattro principi fondamentali: ascolto delle comunità, competenza tecnica, trasparenza nei processi e collaborazione tra cittadini, istituzioni ed esperti, con l’obiettivo ultimo di costruire un piano strategico che sappia coniugare sicurezza del territorio, tutela degli ecosistemi, economia locale e qualità della vita, traducendosi in linee guida e progetti concretamente realizzabili.
Un aspetto centrale è rappresentato dall’approccio comprensoriale: “Il mare non conosce confini amministrativi, la salvaguardia della costa non può essere affrontata in maniera frammentata, ma richiede una visione unitaria e coordinata. O ci si salva insieme, o non ci si salva affatto”, questa la sintesi di una filosofia che punta a rafforzare la resilienza dell’intero territorio. In questo quadro, la partecipazione diventa il vero cardine del processo. Il Comitato invita dunque cittadini, associazioni, scuole, tecnici e amministrazioni a prendere parte attivamente al percorso, trasformando la comunità da soggetto passivo a protagonista delle scelte future.
A conclusione dell’incontro, Letterio Mastroeni, referente territoriale di Plastic Free e componente del Comitato, ha ricordato come il processo abbia preso avvio con l’assemblea del 22 febbraio a Santa Teresa di Riva, che ha già portato all’individuazione di 24 community leaders, garantendo una rappresentanza diffusa in tutti i comuni della fascia ionica. Dopo la tappa di Furci Siculo, il percorso proseguirà a Roccalumera e successivamente negli altri centri del comprensorio.





