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cultura & spettacoli

“Spegniamo la mafia, accendiamo il futuro”: al via la mostra antimafia al Palacultura di Messina

L’iniziativa della Questura per mantenere viva la memoria delle vittime, le opere esposte fino al 1° aprile

MESSINA – La memoria delle vittime di mafia si rinnova attraverso l’arte e il coinvolgimento della comunità al Palacultura “Antonello da Messina”, dove questa mattina è stata inaugurata la mostra del maestro Gaetano Porcasi, intitolata “Spegniamo la mafia, accendiamo il futuro”, promossa dalla Questura con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo delle stragi mafiose e di quanti hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata. A tagliare il nastro è stato il questore di Messina, promotore dell’iniziativa organizzata dalla Questura, che si inserisce nel solco delle attività volte a mantenere viva la memoria delle stragi mafiose e a rendere omaggio a quanti hanno pagato con la vita il proprio impegno al servizio dello Stato. Un tributo sentito agli uomini e alle donne della Polizia di Stato caduti nella lotta alla criminalità organizzata, ma anche un momento di riflessione collettiva rivolto all’intera comunità.

Le opere di Porcasi, artista da anni impegnato nella narrazione visiva dei drammi legati alla mafia, accompagnano il visitatore in un itinerario emotivo e storico. Le tele raccontano, con tratti incisivi e colori densi di simbolismo, i passaggi cruciali dell’azione di contrasto alle mafie, restituendo il peso delle tragedie che hanno segnato il Paese e la dignità di chi ha sacrificato la propria esistenza per la legalità. All’inaugurazione hanno preso parte le principali autorità civili, accademiche e giudiziarie del territorio di cui: il Prefetto, il Rettore dell’Università, il Provveditore agli Studi, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza, oltre ai rappresentanti della Procura della Repubblica di Messina e delle altre istituzioni. Una presenza corale che testimonia la centralità del tema e la necessità di un impegno condiviso nella diffusione della cultura della legalità. Particolarmente significativa la partecipazione degli studenti, numerosi e attenti, protagonisti di un momento di coinvolgimento diretto: prendendo spunto dalle opere esposte, i giovani hanno affidato i propri pensieri a un registro collocato al centro del foyer. Le loro riflessioni, segno tangibile di una memoria che si rinnova e si trasmette alle nuove generazioni, saranno custodite al termine della mostra presso la Questura di Messina.

L’esposizione resterà aperta al pubblico 30 marzo, fino alle 17, domani 31 marzo dalle 9 alle 17 e mercoledì 1° aprile dalle 9 alle 13, offrendo alla cittadinanza un’occasione preziosa per confrontarsi con una pagina dolorosa ma fondamentale della storia italiana, attraverso il linguaggio universale dell’arte.