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Sicilia

“L’arte delle otto armi”, il viaggio del siciliano Luca Lombardo alla scoperta della Muay Thai

Ideato da Doriana Rapisardi e diretto con Gabriele Tringali, il documentario, attraverso il percorso del lottatore siciliano, sfida i pregiudizi verso una discplina dalla storia di millenaria

Un viaggio che parte dalla Sicilia e si apre al mondo, raccontando una disciplina antica attraverso uno sguardo autentico e contemporaneo. L’arte delle otto armi, documentario sulla disciplina Muay Thai ideato da Doriana Rapisardi, originaria di Giardini Naxos e diretto insieme a Gabriele Tringali, originario di Bova Marina (Reggio Calabria), nasce da un lavoro condiviso che ha coinvolto un gruppo di giovani professionisti, impegnati nella realizzazione completa del documentario, dalla scrittura alla regia.

Un progetto nato da passione e dedizione

“L’arte delle otto armi non è soltanto il nostro primo progetto documentaristico, ma è il risultato di due lunghi anni di lavoro e di passione, di incertezze e dedizione”, racconta Doriana Rapisardi, sottolineando il percorso umano e creativo che ha accompagnato la nascita del documentario.

La storia di Luca Lombardo

Al centro della narrazione, la storia di Luca Lombardo, lottatore siciliano che decide di lasciare la propria terra per trasferirsi in Thailandia, inseguendo il sogno di diventare un combattente professionista. Un percorso che declina il filo conduttore di un racconto più ampio, capace di intrecciare sport, cultura e crescita personale. Luca nasce il 13 luglio 1993 a Francavilla, un piccolo centro siciliano ai piedi dell’Etna. Fin da giovane si avvicina agli sport da combattimento, per poi dedicarsi con costanza, dai 19 anni, alla kickboxing. Dopo appena sei mesi di allenamento debutta sul ring, vincendo il primo incontro e i successivi undici match, ma le vittorie conseguite in ambito dilettantistico non bastano a placare la sua ambizione. A 21 anni decide di trasferirsi in Thailandia, dove si stabilisce e costruisce il proprio percorso professionale. Nel corso della sua carriera sono oltre 70 match i match combattuti in eventi internazionali, conquistando sei titoli mondiali e numerosi riconoscimenti. Un cammino che parte dai piedi di un vulcano e arriva fino ai vertici della Muay Thai mondiale.

Gli obiettivi del documentario

Il documentario, attraverso la storia di Luca, si pone come obiettivo quello di raccontare la Muay Thai per ciò che realmente rappresenta, oltre stereotipi e rappresentazioni superficiali. Più che un mero sport da combattimento, essa rappresenta una disciplina che unisce corpo, mente e spirito, fondata su valori come rispetto, disciplina e sacrificio. Attraverso il percorso di Luca Lombardo, il progetto intende offrire uno sguardo autentico su chi dedica la propria vita a questa pratica, restituendo dignità e autorevolezza a uno sport spesso frainteso e, al tempo stesso accompagnare lo spettatore alla scoperta di una cultura ricca e affascinante, con l’obiettivo di coinvolgerlo ed ispirarlo.

Un viaggio tra Sicilia e Thailandia

Un percorso quello offerto, attraverso il lavoro di Doriana e Gabriele che si sviluppa come un percorso immersivo tra Sicilia e Thailandia, mostrando non solo l’evoluzione sportiva del protagonista, ma anche l’incontro con una cultura diversa, fatta di tradizioni e stili di vita che diventano parte integrante dell’esperienza. Attraverso immagini e testimonianze, il progetto restituisce infatti uno sguardo completo sulla Muay Thai e sul contesto attraverso cui essa nasce e si sviluppa, offrendo al pubblico una narrazione autentica ed approfondita.

Un progetto che guarda oltre i confini

A distinguere “L’arte delle otto armi” è il suo approccio narrativo che punta a superare gli stereotipi e a valorizzare la vera essenza della disciplina. Un lavoro che porta con sé un forte legame con la Sicilia, non solo come punto di partenza della storia, ma come elemento identitario che attraversa l’intero racconto. Un progetto che dimostra come, anche da qui, possano nascere produzioni capaci di guardare lontano, raccontando storie universali attraverso esperienze profondamente radicate nel territorio.