GLI INNAMORATI
sanità

Sanità siciliana, il Ministero boccia la rete ospedaliera. Musolino: “Disastro certificato, Schifani ammetta il fallimento”

Il Ministero respinge il piano regionale. La senatrice di Italia Viva: "Disallineamenti ed incongruenze", rischio paralisi del sistema

Una nuova, pesante battuta d’arresto per la sanità siciliana arriva direttamente da Roma, con la bocciatura da parte del Ministero della Salute della proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera elaborata dalla Regione Siciliana, evidenziando criticità strutturali tali da impedirne persino una valutazione compiuta. A rendere noto il contenuto del provvedimento è stata la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, parlando di: “Una seconda sonora bocciatura in pochi giorni” incassata dal governo regionale guidato da Renato Schifani, proprio da parte dell’esecutivo nazionale considerato politicamente affine. Nel merito, il dicastero della Salute ha rilevato come il piano presenti “numerosi disallineamenti e incongruenze”, elementi che non consentono di procedere all’istruttoria prevista dal tavolo tecnico disciplinato dal decreto ministeriale, riferimento normativo fondamentale per la programmazione della rete ospedaliera su base nazionale. Un rilievo di natura non soltanto formale, ma sostanziale, che mette in discussione l’impianto complessivo della riforma sanitaria regionale.

Secondo quanto evidenziato dalla parlamentare, le criticità riguarderebbero in particolare la gestione dei posti letto, tra soppressioni già previste e nuove attivazioni prive di adeguata copertura progettuale, oltre alle gravi lacune nella definizione delle cosiddette reti tempo-dipendenti e dell’intero sistema di emergenza-urgenza. Settori strategici, questi, che costituiscono l’ossatura del servizio sanitario e che, se non adeguatamente pianificati, rischiano di compromettere la capacità di risposta del sistema. Il nodo, dunque, non sarebbe soltanto tecnico ma anche funzionale, in quanto qualora il documento non venisse profondamente rivisto, il rischio prospettato sarebbe di una paralisi operativa del sistema sanitario. Un’eventualità che, in un contesto già segnato da criticità croniche e carenze strutturali, assume un peso ancora più rilevante.

Da qui l’attacco politico della senatrice Musolino: “Oggi apprendiamo che la rete ospedaliera, così come era stata concepita dall’assessore Faraoni è stata bocciata dal Ministero della Salute. Che la sanità siciliana e la sua rete facessero acqua da tutte le parti lo denunciamo da tempo, ma adesso arriva la certificazione inappellabile dello stesso governo Meloni, che con fermezza respinge il piano al mittente”, afferma. “Una prospettiva inaccettabile per una sanità che non può più permettersi approssimazioni. È arrivato il momento che il Presidente Schifani ammetta la propria incapacità e vada a casa. La Sicilia e i siciliani non possono più pagare il prezzo di questa gestione disastrosa” conclude Musolino, chiedendo un’assunzione di responsabilità da parte del presidente della Regione.

Il confronto si inserisce in un quadro più ampio di tensioni sulla gestione del sistema sanitario nell’Isola, da tempo al centro del dibattito politico ed istituzionale per le criticità legate all’organizzazione dei servizi, alla distribuzione delle risorse e alla tenuta dei presìdi territoriali. La partita, adesso, si sposta sul piano della revisione tecnica del documento, ma anche su quello politico, con la necessità per la Regione di riformulare una proposta coerente con i parametri nazionali. Sullo sfondo resta l’urgenza di garantire un sistema sanitario efficiente e sostenibile, capace di rispondere ai bisogni dei cittadini in un territorio che continua a scontare ritardi e disuguaglianze.