INTERVISTA Circoscrizioni, Scurria ridisegna Messina: “Presidenti come sindaci di quartiere, più poteri e risorse”

Il candidato sindaco presenta un piano di decentramento che punta a trasformare le municipalità in centri decisionali reali: sicurezza, servizi e valorizzazione dei villaggi al centro della strategia

MESSINA al centro di una proposta di riorganizzazione amministrativa che punta a cambiare radicalmente il ruolo delle circoscrizioni. Marcello Scurria, candidato sindaco, ha delineato una visione che mira a superare il modello attuale, considerato troppo burocratico e poco incisivo, per trasformare i quartieri in veri presìdi di governo del territorio.

“Il nostro programma prevede una autentica rivoluzione amministrativa – ha spiegato – perché i quartieri non saranno più luoghi dedicati soltanto al rilascio di certificati, ma strumenti concreti di decentramento”. Un cambio di paradigma che, nelle intenzioni del candidato, dovrebbe incidere sulla qualità della vita urbana e sulla gestione quotidiana dei servizi.

Presidenti con poteri reali e presenza in Giunta

Il cuore della proposta riguarda il rafforzamento del ruolo dei presidenti delle circoscrizioni, che Scurria immagina come figure assimilabili a “sindaci di quartiere”. Comunità che, per dimensioni e popolazione, equivalgono spesso a piccoli comuni, dovrebbero così avere una rappresentanza più incisiva nei processi decisionali.

In questa direzione si inserisce la previsione della loro partecipazione alle riunioni della Giunta comunale quando si discuteranno temi direttamente legati ai territori, come edilizia scolastica, manutenzione stradale e gestione del verde pubblico. Una presenza che, secondo il candidato, garantirebbe maggiore aderenza tra decisioni politiche e bisogni reali dei cittadini.

Accanto al rafforzamento politico, è prevista anche una riorganizzazione tecnica: ogni quartiere avrà un dirigente comunale dedicato, chiamato a svolgere una funzione di raccordo tra Palazzo Zanca e le sedi circoscrizionali, con l’obiettivo di velocizzare procedure e interventi.

Risorse, sicurezza e servizi di prossimità

Il progetto punta anche su una maggiore autonomia operativa. Le circoscrizioni, infatti, dovrebbero essere dotate di risorse umane ed economiche adeguate, con un vero potere di spesa che consenta di intervenire direttamente sulle criticità del territorio, superando la logica delle semplici segnalazioni.

Sul fronte della sicurezza, Scurria propone il ritorno del vigile di quartiere, figura ritenuta strategica per garantire una presenza costante sia nelle aree centrali che nelle periferie. Parallelamente, ogni circoscrizione dovrebbe dotarsi di mercati settimanali, sia alimentari che non, individuando spazi sicuri e facilmente accessibili per favorire economia locale e socialità.

Un’attenzione particolare è riservata anche all’accessibilità degli uffici: alcune sedi, come quella del secondo quartiere attualmente allo stadio San Filippo, potrebbero essere trasferite in luoghi più centrali e raggiungibili, eliminando barriere architettoniche e difficoltà logistiche.

Una città policentrica tra mare, colline e periferie

La visione complessiva è quella di una Messina policentrica, definita dallo stesso Scurria come “la città dei 100 paesi”. Un modello che punta a valorizzare le specificità dei diversi territori: dalle marine costiere alle frazioni collinari, dal sistema lagunare di Ganzirri e Torre Faro fino a Capo Peloro, senza dimenticare le periferie di edilizia pubblica e le aree residenziali.

In questo contesto, la sicurezza rappresenta un asse trasversale, con particolare attenzione alle zone a rischio e a quelle colpite da calamità, dove si prevede una pianificazione mirata degli interventi. I dettagli operativi, ha annunciato il candidato, saranno illustrati nel corso della campagna elettorale.

“Con noi il decentramento sarà reale – ha concluso Scurria – e cancelleremo l’idea di periferia, perché ogni territorio sarà valorizzato all’interno di una città che deve rilanciarsi in ogni suo villaggio”. Alla presentazione del progetto hanno partecipato anche i candidati alla presidenza delle sette municipalità, da Alessandro Costa a Francesco Pagano, a testimonianza – secondo quanto emerso – di una condivisione ampia del piano che punta a ridisegnare il rapporto tra amministrazione centrale e territori.