Quattro uomini uniti dallo stesso cognome, di cui tre accomunati dallo stesso lavoro, quello del giornalista. Questo il cuore della puntata Tao Mattina Live, il programma di Radio Taormina, condotto da Carmelo Caspanello che, oltre ad assumere il ruolo di conduttore diventa anche soggetto della puntata accomunato come i suoi ospiti, dallo stesso cognome. Al suo fianco due firme del giornalismo messinese, Sebastiano Caspanello redattore della Gazzetta del Sud e Alessio Caspanello direttore di LetteraEmme.
Un dialogo il loro che, oltre ad affrontare temi legati alla professione giornalistica, ha assunto i contorni di un’indagine più ampia sul significato dell’identità, partendo da un elemento tanto semplice quanto suggestivo, la condivisione dello stesso cognome.
Tra aneddoti, episodi curiosi e frequenti casi di omonimia, il confronto ha offerto spunti di riflessione sul mestiere dell’informazione, sulle responsabilità del giornalista e sul legame profondo con il territorio. Un legame che, nel caso dei Caspanello, si intreccia anche con la dimensione familiare. È infatti noto il rapporto di parentela tra Sebastiano e Carmelo, cugini, mentre resta aperto l’interrogativo su una possibile connessione con Alessio. Da qui, l’approfondimento si è spostato sul terreno della genealogia, grazie al contributo di Dario Spadaro, appassionato e studioso della materia, che ha guidato un’analisi documentata delle origini del cognome Caspanello. Un viaggio a ritroso nel tempo che affonda le radici nel territorio di Pagliara, ricostruendo, attraverso fonti storiche e alberi genealogici, l’evoluzione di una famiglia e, al contempo, di una comunità. A completare il quadro, il collegamento con Tino Caspanello, tra le voci più autorevoli e riconoscibili del teatro contemporaneo italiano. Drammaturgo, regista, scenografo e attore, Caspanello rappresenta un esempio emblematico di come il legame con le proprie radici possa tradursi in un percorso artistico di respiro internazionale. La sua produzione, che comprende venti opere teatrali raccolte in quattro volumi e tre romanzi, testimonia una scrittura capace di muoversi con naturalezza tra scena e pagina, mantenendo una forte coerenza espressiva. Fondatore e direttore della compagnia Teatro Pubblico Incanto, Caspanello porta avanti un’idea di teatro essenziale, centrata sull’attore e sulla forza della parola. Un’impostazione che trova piena espressione in “Mari”, uno degli spettacoli più rappresentativi del suo repertorio, oggi tornato in scena in una nuova serie di repliche a distanza di 23 anni dal debutto. Altro tema centrale, l’esperienza internazionale e le recenti messe in scena negli Stati Uniti, un passaggio significativo che apre a nuove prospettive e solleva una domanda cruciale sul modo in cui il teatro di Caspanello venga percepito al di fuori dei confini italiani.
Nel complesso, la puntata ha restituito un’immagine articolata e dinamica del rapporto tra informazione, cultura ed identità, dimostrando come, anche a partire da un cognome condiviso, sia possibile costruire un racconto capace di intrecciare storie personali, percorsi professionali e memoria collettiva.





