MESSINA – La qualità del servizio pubblico passa inevitabilmente dalla tutela dei diritti di chi, quel servizio, lo garantisce quotidianamente. Questo il punto di partenza della denuncia avanzata dalla Federazione dei Trasporti della Cgil, che accende i riflettori sulla situazione dei lavoratori Blujet e sulle criticità che interessano il sistema dei collegamenti nello Stretto di Messina. Secondo quanto evidenziato dai segretari della Filt Cgil, emergerebbe un quadro di forte squilibrio tra esigenze operative e condizioni lavorative. Da un lato, infatti, ai dipendenti Blujet verrebbero negati adeguamenti salariali e reali percorsi di crescita professionale, dall’altro si registrerebbe una carenza di personale in seno a Rfi Navigazione. Una contraddizione che, secondo il sindacato, potrebbe trovare soluzione immediata attraverso l’utilizzo di una graduatoria già esistente, quella del personale Blujet, formato e pronto a transitare sulle navi traghetto.
Tuttavia, tale possibilità sarebbe stata bloccata da una modifica inserita nel verbale, un passaggio che la Filt Cgil sottolinea di non aver sottoscritto. Un elemento che contribuisce ad alimentare il malcontento tra i lavoratori e ad irrigidire il confronto sindacale. Al centro della vertenza vi è poi la questione, ormai strutturale, delle disparità economiche tra gli operatori marittimi che operano nello stesso tratto di mare: “È noto – sottolineano i segretari Garufi e Sposito – che nello Stretto di Messina esiste una marcata sperequazione tra i marittimi delle diverse società armatoriali”. Un divario che assume contorni ancora più evidenti se si considera che proprio i lavoratori Blujet, pur garantendo un servizio pubblico essenziale di continuità territoriale, risultano essere tra i meno retribuiti. Un paradosso che, secondo la Filt Cgil, non può più essere ignorato e che rende necessario un intervento strutturale. La proposta è chiara, arrivare alla definizione di un contratto unico dello Stretto, capace di uniformare le condizioni economiche e normative tra lavoratori che svolgono le medesime mansioni nello stesso contesto operativo.
La vertenza, tuttavia, non si limita ad una dimensione sindacale, ma assume un valore più ampio, legato allo sviluppo e al futuro del territorio. Il tema della continuità territoriale, infatti, viene indicato come strategico per la città di Messina e per l’intero sistema dei collegamenti tra Sicilia e continente. Da qui l’appello rivolto alle istituzioni e alle forze politiche, chiamate ad intervenire con decisione per affrontare una questione che incide non solo sulle condizioni dei lavoratori, ma anche sull’efficienza e sulla qualità di un servizio pubblico fondamentale. Una vertenza che, nelle prossime settimane, potrebbe conoscere ulteriori sviluppi e che si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione degli equilibri nel settore dei trasporti marittimi nello Stretto, dove diritti, sostenibilità e servizio pubblico restano nodi ancora aperti.





