MESSINA – Il confronto politico si accende in città in merito ai numeri ed agli atti amministrativi e dal fronte di Sud Chiama Nord arriva una replica netta alle recenti dichiarazioni sui presunti finanziamenti non intercettati dal Comune. Ad intervenire è l’ex direttore generale di Palazzo Zanca, Salvo Puccio, che rivendica risultati concreti e documentabili, contestando con fermezza la ricostruzione offerta dal candidato Marcello Scurria. Il nodo centrale riguarda la capacità dell’amministrazione e del gruppo parlamentare di riferimento di attrarre risorse per il territorio: “Negli ultimi anni – sottolinea Puccio – siamo stati in grado di portare a Messina oltre un miliardo e mezzo di euro di fondi. Parallelamente, grazie a un lavoro politico ed istituzionale preciso, portato avanti anche dal gruppo parlamentare di Sud Chiama Nord, Messina ha ottenuto oltre 200 milioni di euro di nuove risorse, tutte tracciabili, normate e verificabili”. Una puntualizzazione che mira a spostare il dibattito da una dimensione generica a una lettura analitica dei finanziamenti. “Non parliamo di programmazioni astratte – rimarca – ma di finanziamenti concreti”, insiste Puccio, richiamando l’elenco dettagliato delle somme ottenute, distribuite su più annualità e ambiti di intervento.
Tra le principali voci figurano i 20 milioni di euro del 2018 per l’emergenza idrica, i 25 milioni destinati alla bonifica dell’area ex Sanderson e i 40 milioni per opere previste dalla legge regionale n. 10 del 1990. A questi si aggiungono risorse più recenti: 65 milioni nel 2025 attraverso il fondo di rotazione, oltre 27 milioni per la rete impiantistica dei rifiuti e ulteriori finanziamenti per il servizio idrico integrato, le infrastrutture sportive, i teatri e la riqualificazione urbana. Non manca l’attenzione agli interventi legati alla messa in sicurezza del territorio, con fondi destinati agli eventi alluvionali del 2009 e alle attività di bonifica e recupero di aree dismesse, tra cui ancora l’ex Sanderson. Complessivamente, il totale delle risorse rivendicate ammonta a 219 milioni 909mila 975 euro. Una cifra che, secondo Puccio, smentisce in modo netto la narrazione dei “milioni persi”. “Continuare a parlare di fondi non intercettati senza distinguere tra cicli di programmazione, revoche fisiologiche e stato di avanzamento reale degli interventi è una semplificazione che non regge alla prova dei documenti”, afferma, richiamando un elemento spesso centrale nella gestione dei finanziamenti pubblici: la complessità dei processi amministrativi e delle tempistiche di spesa.
Il passaggio finale è un invito o meglio, una sfida al confronto sul piano tecnico: “Se il candidato Scurria vuole davvero un confronto serio – conclude Puccio – lo faccia sui testi di legge, sugli atti amministrativi e sui cronoprogrammi degli interventi. Perché quando si passa dalle parole ai documenti, la realtà è molto meno opinabile”.






