Politica

Palazzo Zanca, campagna rovente: scontro politico tra i candidati e insinuazione di “dubbi” sulla regolarità delle liste

Russo attacca Scn sul numero dei candidati: “Politica ridotta a occupazione numerica”. Basile replica e chiede le scuse. Intanto Scurria solleva il caso delle liste senza firme e invoca l’intervento del prefetto.

MESSINA – Il clima politico si fa sempre più teso e carico di contrapposizioni nella corsa a Palazzo Zanca. A scandire il ritmo della campagna elettorale non sono soltanto programmi e visioni amministrative, ma soprattutto polemiche, sospetti e attacchi personali che contribuiscono ad alimentare un confronto sempre più aspro tra gli schieramenti. Al centro del dibattito, nelle ultime ore, si collocano due fronti distinti ma intrecciati, da un lato il tema del numero delle liste e dei candidati, dall’altro la questione, ancora tutta da chiarire, delle liste presentate senza raccolta firme a sostegno del candidato sindaco Federico Basile.

Russo: “Clima avvelenato, la politica non è occupazione numerica”

Ad accendere la miccia è stata Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra, che ha puntato il dito contro quello che definisce un “modo distorto di intendere la competizione elettorale”. “Quando un movimento politico – che ha esclusivo radicamento locale – mette in campo 1005 candidati tra Comune e Quartieri, il clima politico è già stato avvelenato”, ha dichiarato Russo, facendo esplicito riferimento allo schieramento di Sud chiama Nord. Parole che si inseriscono in una lettura più ampia della campagna elettorale, giudicata dalla Russo come segnata da strategie muscolari e da una narrazione che, a suo dire, tende a ribaltare le responsabilità: “È il solito copione: prima si forza politicamente la mano, poi ci si dipinge da vittime appena qualcuno lo fa notare”.

Da qui anche l’attacco diretto alla retorica dei “poteri forti” evocata dagli avversari: “Con 1005 candidati si ha pure il coraggio di parlare di poteri forti. La democrazia non si misura a chili di liste, ma sulla qualità delle proposte e sulla libertà del voto”.

Basile replica: “Offese ai candidati, chieda scusa”

Non si è fatta attendere la risposta del candidato sindaco Federico Basile, che ha respinto con decisione le accuse, ribaltando il piano del confronto e chiamando in causa la storia politica recente del centrosinistra messinese. “Ci troviamo così di fronte a una Antonella Russo che sembra soffrire di amnesia – dichiara Basile – che ha dimenticato quando primeggiava all’interno della pluralità di liste promosse e sostenute da Francantonio Genovese. Basta ricordare le elezioni del 2005, che videro candidato ed eletto sindaco Francantonio Genovese, quelle del 2012 con candidato sindaco Felice Calabrò, poi il 2018, con la pluralità di liste del centrosinistra a sostegno di Antonio Saitta ed infine il 2022 con Franco De Domenico”, evocando le passate tornate elettorali, per evidenziare quella che definisce una “contraddizione politica”. Secondo Basile, il vero dato politico sarebbe un altro: “Più è passato il tempo, più gli elettori si sono allontanati da un centrosinistra che, a Messina, è diventato simbolo di fallimento e trasformismo”.

Ma è soprattutto sul piano personale e del rispetto dei candidati che il candidato di Sud chiama Nord alza i toni: “Invitiamo la Russo a chiedere scusa a tutti i candidati e le candidate delle nostre liste, che non meritano di essere offesi da un’espressione infelice come candidati a chili”. Un affondo che si chiude con una sfida diretta: “Se Antonella Russo ha qualcosa da dire sulla qualità di qualcuno dei nostri candidati, faccia nomi e cognomi. Diversamente, taccia. Anzi, abbia almeno il pudore di tacere”.

Il caso liste senza firme, interviene Scurria

Parallelamente allo scontro politico, resta aperta una questione tecnica che potrebbe avere ripercussioni rilevanti sull’intero procedimento elettorale, quella delle liste presentate senza raccolta firme. A sollevare Scurria, che parla apertamente di un “giallo ancora irrisolto”. “Ci risulta un parere dell’ufficio legislativo regionale, richiesto dall’assessorato, che non è ancora arrivato alla commissione elettorale di Messina”, ha dichiarato, sottolineando come tale documento potrebbe incidere sulla regolarità dell’ammissione delle liste riconducibili a Sud chiama Nord. Il punto critico, secondo Scurria, è duplice: da un lato l’assenza del parere agli atti della commissione, dall’altro la possibilità che esso sia difforme rispetto a precedenti valutazioni. “Riteniamo plausibile che questo parere sia contrario rispetto al primo rilasciato”, ha aggiunto. Da qui la richiesta di un intervento istituzionale: “Chiediamo al prefetto di acquisire il parere dell’ufficio legale regionale affinché tutto si svolga nel rispetto della legge”. Un appello che richiama l’attenzione sul rischio di contenziosi e su un eventuale vizio procedurale capace di incidere non solo sull’esito, ma sulla legittimità stessa della competizione elettorale.