ROCCALUMERA – Una seduta lunga, tesa, giocata sul filo dei numeri e delle responsabilità istituzionali. A Roccalumera il Consiglio comunale resta in piedi per un solo voto, al termine di una discussione durata oltre cinque ore che ha avuto al centro l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato 2024-2028, atto indispensabile per il percorso di risanamento dell’ente dopo il dissesto finanziario dichiarato nell’aprile 2024.
Il passaggio in aula non era solo politico ma anche tecnico e giuridico. I consiglieri erano stati infatti diffidati dal commissario ad acta Francesco Riela a deliberare entro cinque giorni: in caso contrario sarebbe scattato l’intervento sostitutivo con la conseguente decadenza dell’organo consiliare. Una prospettiva che ha reso il voto decisivo non solo per i conti del Comune ma anche per la sopravvivenza dell’istituzione.
Il risultato finale si è definito durante la chiamata nominale. Dopo una fase di perfetta parità, cinque voti favorevoli e cinque contrari, è stato il voto conclusivo del consigliere di minoranza Francesco Santisi a determinare l’approvazione, portando il totale a sei favorevoli contro cinque contrari. Un esito che ha replicato quanto già avvenuto poco prima sul Documento unico di programmazione, confermando un quadro consiliare ormai privo di schemi rigidi.
Numeri risicati e nuovi equilibri in aula
La fotografia della votazione restituisce un assetto politico completamente ridefinito. A sostenere il provvedimento sono stati i quattro consiglieri rimasti nell’area di governo insieme ai due esponenti di minoranza Maria Rosaria Sparacino e Francesco Santisi. Hanno votato contro Massimo Bellomo e Tiziana Maggio, mentre le consigliere indipendenti Simona Saccà, Antonella Garufi e Claudia Gugliotta – uscite dalla maggioranza nelle settimane precedenti – hanno scelto l’astensione.
Una dinamica che evidenzia come il risultato sia stato raggiunto attraverso una convergenza trasversale, maturata nel corso della seduta. Proprio Santisi, intervenendo nel dibattito, ha rivendicato l’autonomia della decisione: “Dopo un confronto interno abbiamo ricevuto piena libertà di scelta – ha spiegato – e riteniamo che il Consiglio fosse chiamato a dimostrare senso di responsabilità con decisioni chiare e pubbliche, evitando logiche che allontanano i cittadini dalle istituzioni”.
Nessuna posizione preannunciata prima della votazione, ma una scelta definita al momento decisivo, quando il voto della minoranza ha consentito all’aula di evitare lo scioglimento.
Il percorso di risanamento e la posizione del sindaco
Ad aprire i lavori era stato il sindaco Giuseppe Lombardo, che ha inquadrato il bilancio riequilibrato come un passaggio fondamentale per il rilancio dell’ente: “Al di là delle dinamiche politiche, è necessario mantenere correttezza nei rapporti istituzionali – ha detto –. Si tratta di un documento sostenibile che sarà ora esaminato dal Ministero dell’Interno e che arriva in tempi più rapidi rispetto a molti altri Comuni in dissesto”.
Il primo cittadino ha sottolineato i risultati raggiunti sul piano finanziario, indicando una disponibilità di cassa superiore ai due milioni di euro e la possibilità di far fronte ai debiti rilevati dall’Organismo straordinario di liquidazione, che ha quantificato una massa passiva di circa quattro milioni. “Possiamo garantire trasferimenti anche superiori al necessario – ha evidenziato – con la capacità di coprire integralmente i crediti”.
Lombardo ha inoltre ripercorso le scelte compiute dall’Amministrazione, ribadendo come la dichiarazione di dissesto fosse inevitabile di fronte a un disavanzo rilevante e come il lavoro svolto abbia puntato a riportare trasparenza e sostenibilità nei conti pubblici. “È stato un percorso complesso – ha aggiunto – che ha comportato anche un costo politico, ma l’interesse pubblico ha guidato ogni decisione”.
Le dimissioni e la frattura interna all’Amministrazione
A rendere ancora più significativo l’esito della seduta è il quadro politico che si è delineato subito dopo il voto. Il vicesindaco Antonio Garufi e l’assessora Natia Basile hanno rassegnato le dimissioni (già firmate giovedì scorso in diretta a Radio Taormina Tv, nel corso della trasmissione Tao Mattina Live), protocollate questa mattina in municipio, al termine di un periodo segnato da contrasti con il sindaco. Entrambi hanno lamentato un progressivo ridimensionamento del proprio ruolo amministrativo, maturato negli ultimi mesi.
Contestualmente, la consigliera Claudia Gugliotta ha lasciato l’incarico di vicepresidente del Consiglio comunale, motivando la decisione con l’assenza di coinvolgimento nelle scelte dell’Amministrazione. “Il venir meno della fiducia che mi ha portato ad allontanarmi dalla maggioranza – ha spiegato – mi induce per correttezza istituzionale a dimettermi, consentendo l’elezione di una figura espressione dell’attuale assetto politico. Una scelta che nasce anche dal fatto che non sono mai stata realmente coinvolta nelle attività di competenza del ruolo”.
Una fase nuova tra conti risanati e incertezza politica
Con l’approvazione del bilancio riequilibrato, Roccalumera compie un passo decisivo verso il superamento della crisi finanziaria, ponendo le basi per una gestione più stabile sotto il profilo economico. Tuttavia, la seduta consiliare ha messo in evidenza un quadro politico profondamente cambiato, in cui non esiste più una maggioranza definita e in cui ogni scelta sembra destinata a passare attraverso equilibri variabili. Il Consiglio comunale resta in carica, ma la fase che si apre appare segnata da una forte incertezza, tra nuove configurazioni politiche e una governabilità tutta da costruire.





