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Mario Incudine al Nuovo Teatro Scaletta con “Mimì – da Sud a Sud sulle note di Modugno”

Sul palco del Nuovo Teatro Scaletta, domenica 17 maggio alle 18.30 un intenso omaggio agli esordi dell'artista con musiche dal vivo, monologhi e racconti dell’Italia del dopoguerra

SCALETTA ZANCLEA – Un viaggio musicale e teatrale nel cuore del Sud, tra memoria, identità e canzoni senza tempo. Sarà Mario Incudine il protagonista del prossimo appuntamento della stagione teatrale 2025/2026 “Abitare il Tempo” del Nuovo Teatro Scaletta, diretto artisticamente da Maurizio Puglisi. Domenica 17 maggio, alle 18.30, andrà infatti in scena “Mimì – da Sud a Sud sulle note di Modugno”, spettacolo intenso e coinvolgente dedicato alla figura artistica e umana di Domenico Modugno. Sul palco, accanto a Incudine, i musicisti Antonio Vasta, Pino Ricosta e Manfredi Tumminello, per una produzione del Centro Teatrale Bresciano e Asc Production. I testi portano la firma di Sabrina Petyx, mentre la regia è affidata a Moni Ovadia e Giuseppe Cutino. Un progetto di teatro-canzone che intreccia musica, racconto e memoria collettiva, restituendo al pubblico il volto meno conosciuto di uno degli artisti più rappresentativi del Novecento italiano.

“Mimì” è molto più di un omaggio musicale. È un percorso narrativo che attraversa il Mediterraneo culturale di Modugno, soffermandosi sugli esordi dell’artista pugliese e sul suo legame profondo con la Sicilia e con il Meridione. Uno spettacolo che racconta il Sud non attraverso stereotipi o folklore di maniera, ma attraverso la forza autentica della parola e della musica popolare. “Volevo raccontare un Domenico Modugno inedito – spiega Mario Incudine – il Modugno degli esordi, quello che si finse siciliano per narrare, fra teatro e canzoni, una Sicilia sconosciuta. Forse meglio di un non siciliano ha saputo raccontare la bellezza e la verità di questa terra senza alcuna retorica”.

Da qui nasce la scelta di recuperare le canzoni del primo repertorio modugnano, quelle scritte in salentino ma profondamente vicine, nella sonorità e nell’anima, alla lingua siciliana. Brani che precedono il successo planetario di “Nel blu dipinto di blu” e che custodiscono il racconto di un’Italia sospesa tra le ferite della guerra e il sogno del boom economico.

Lo spettacolo alterna monologhi e musica dal vivo, in un dialogo continuo tra racconto biografico e canzone popolare. Ne emerge il ritratto di un artista rivoluzionario, capace di sfidare convenzioni e codici culturali, ma anche quello di un Sud che cambia, che lotta e che sogna un futuro diverso. “Raccontando gli esordi di questo artista – aggiunge Incudine – portiamo in scena anche una parte della storia d’Italia, quella che, subito dopo la guerra, spera e sogna di poter volare”. L’appuntamento con Mario Incudine rappresenta uno degli eventi di punta della stagione “Abitare il Tempo”, che si avvia verso la conclusione. fissata a domenica 24 maggio, sempre alle 18.30.