Tre immobili del valore complessivo di 486 mila euro sono stati confiscati a un avvocato che per 25 anni aveva ricevuto dal Comune di Taormina incarichi per il recupero dei crediti legati al servizio idrico. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Messina. L’ordine di confisca è stato emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Messina, Ufficio esecuzioni penali, dopo la condanna definitiva del professionista a quattro anni di reclusione per peculato e corruzione. Gli immobili si aggiungono ai 210 mila euro già acquisiti dall’Erario attraverso i saldi dei conti correnti nella disponibilità del condannato. Il valore complessivo dei beni e delle somme incamerati dallo Stato raggiunge così quasi 700 mila euro.
Gli incarichi ricevuti dal Comune
L’avvocato aveva svolto, dal 1993 al 2018, l’attività di recupero delle somme dovute dagli utenti morosi per la fornitura dell’acqua. Un incarico che gli consentiva di riscuotere denaro per conto dell’ente locale. Secondo quanto ricostruito nel procedimento giudiziario, il professionista si sarebbe appropriato di oltre 924 mila euro, incassati dagli utenti ma mai versati nelle casse del Comune di Taormina. Le contestazioni riguardano dunque il periodo nel quale l’avvocato operava come incaricato di pubblico servizio per la riscossione dei crediti idrici. La disponibilità delle somme derivava direttamente dalla funzione svolta per conto dell’amministrazione comunale.
Fatture false e rendiconti mai consegnati
Il sistema accertato dagli investigatori non si sarebbe limitato al mancato trasferimento del denaro riscosso. Il professionista avrebbe anche emesso fatture false relative a prestazioni professionali mai effettuate. All’amministrazione comunale non sarebbero stati inoltre consegnati i prospetti riepilogativi delle somme pagate dagli utenti morosi. L’assenza dei rendiconti avrebbe reso più difficile verificare la corrispondenza tra gli importi incassati e quelli effettivamente riversati nelle casse dell’ente.
Il meccanismo sarebbe stato agevolato dalla condotta di un soggetto che ricopriva una posizione apicale all’interno dell’organigramma comunale. In cambio di denaro e altre utilità, il pubblico ufficiale avrebbe omesso i controlli dovuti sulle operazioni di riscossione e versamento. Avrebbe inoltre indirizzato i cittadini morosi direttamente all’avvocato, prospettando questa possibilità come soluzione per evitare il distacco delle utenze idriche.
La condanna confermata in tre gradi di giudizio
Il primo pronunciamento risale al 2020, quando il Tribunale di Messina condannò l’avvocato a quattro anni di reclusione. La sentenza venne confermata nel 2021 dalla Corte d’Appello di Messina anche nella parte relativa alla confisca. Nel 2023 la Corte di Cassazione ha reso definitiva la decisione. La confisca è stata disposta fino alla concorrenza di oltre 775 mila euro, considerati profitto del peculato, e di ulteriori 25 mila euro, corrispondenti all’utilità riconosciuta al pubblico ufficiale nell’ambito della corruzione. Terminato il percorso processuale, l’Ufficio esecuzioni penali della Procura generale presso la Corte d’Appello ha disposto l’acquisizione definitiva dei tre immobili.
Un’abitazione utilizzata come bed and breakfast
I beni erano già stati sottoposti a sequestro preventivo nel 2019. A individuarli erano stati i finanzieri della Compagnia di Taormina attraverso approfonditi accertamenti patrimoniali. Per stabilire il valore delle proprietà sono state considerate le attuali quotazioni del mercato immobiliare. Gli investigatori hanno esaminato anche gli annunci pubblicati sulle piattaforme di prenotazione turistica, dai quali è emerso che una delle abitazioni veniva utilizzata come bed and breakfast per ospitare i visitatori della nota località turistica.
Il valore dei tre immobili è stato quantificato in 486 mila euro. A questa cifra si sommano i 210 mila euro già incassati dall’Erario attraverso i conti correnti riconducibili alla parte. L’attività ha così consentito allo Stato di acquisire beni e disponibilità finanziarie per un importo complessivo vicino ai 700 mila euro.






