MESSINA – La tradizione non si ferma, ma cambia tono e lascia spazio al raccoglimento. Sarà una Passeggiata dei Giganti profondamente diversa quella in programma lunedì 10 agosto, a Messina. Il tragico crollo della palazzina di Pistunina e la perdita dei concittadini hanno segnato la città, imponendo una riflessione anche sullo svolgimento degli appuntamenti legati alle celebrazioni agostane. Nel segno del rispetto e della vicinanza alle famiglie coinvolte nella tragedia, i gruppi folklorici messinesi “La Madonnina”, “Mata e Grifone”, “I Cariddi”, “Cantustrittu”, “Insieme Siciliano” e “Tarantamè” hanno condiviso la decisione di accompagnare i Giganti lungo il tradizionale percorso in una forma volutamente sobria.
Una scelta che modifica in maniera significativa l’atmosfera che abitualmente caratterizza una delle manifestazioni più sentite dell’estate messinese. Durante il tragitto, infatti, non saranno utilizzati strumenti musicali e non verranno eseguiti canti o balli. L’accompagnamento sarà affidato esclusivamente agli strumenti percussivi, in modo da conservare il carattere rituale della passeggiata evitando, al tempo stesso, qualsiasi elemento propriamente festoso. La decisione assunta dai gruppi folklorici intende così trasformare la presenza accanto a Mata e Grifone in un gesto collettivo di partecipazione al dolore che ha investito la comunità. I due colossi, simboli identitari della città e protagonisti di una tradizione secolare, attraverseranno dunque Messina in un clima diverso dal consueto, nel quale il valore della memoria e dell’appartenenza si accompagnerà al rispetto dovuto alle vittime e ai loro familiari.
Annullato lo spettacolo previsto a Camaro
Il clima di lutto ha determinato anche una variazione nel programma degli appuntamenti previsti per la serata. È stato infatti annullato lo spettacolo di Musica e Cabaret che avrebbe dovuto svolgersi alle 21 in Piazza Fazio, a Camaro. L’iniziativa non è stata cancellata definitivamente, ma rinviata a data da destinarsi. Anche in questo caso la scelta risponde alla volontà di evitare manifestazioni dal carattere prettamente ricreativo in una giornata segnata dal dolore per quanto accaduto a Pistunina.
Resta invece confermato l’appuntamento in Piazza Unione Europea, inserito nella rassegna “Aspettando la Vara”, che per contenuti ed impostazione assumerà un carattere commemorativo e culturale. Alle 21 si terrà infatti “La Vara. Cento anni dalla rinascita. 1926-2026”, evento dedicato a un secolo dalla rinascita della grande macchina votiva messinese. Il tema della serata sarà “La Vara di Messina tra letture, musiche ed emozioni”, un percorso costruito attraverso parole, interpretazioni e momenti musicali per raccontare il legame profondo tra la città e uno dei suoi simboli religiosi e popolari più importanti. All’iniziativa prenderanno parte Gianpiero Cicciò, Carmen Panarello, Daniele Gonciaruk, Alessandra Di Giacomo, Adriana Salemi, Nino Femminò e Filippo Faillace, insieme al mezzosoprano Emy Spadaro. Una serata che, nel particolare contesto vissuto dalla città, acquista inevitabilmente anche il valore di un momento di riflessione collettiva.
A Palazzo Zanca la mostra dedicata all’allestimento della Vara
Il programma culturale legato alle celebrazioni mariane prosegue anche all’interno di Palazzo Zanca, dove fino al prossimo 16 agosto sarà possibile visitare la mostra fotografica “L’allestimento della Vara”, realizzata attraverso gli scatti di Placido Giannino. L’esposizione, allestita nell’atrio del Municipio è curata dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Francesco Cancellieri, e offre uno sguardo sul complesso lavoro che precede uno degli appuntamenti più importanti della tradizione messinese. Attraverso le immagini vengono documentate le diverse fasi dell’allestimento della Vara, mettendo in evidenza non soltanto gli aspetti tecnici della macchina votiva, ma anche il patrimonio di competenze, devozione e partecipazione popolare che ne accompagna ogni anno la preparazione.
La giornata del 10 agosto assume così un significato particolare. Messina mantiene vivo il percorso delle proprie tradizioni, ma lo fa modificandone il linguaggio di fronte ad un evento drammatico che ha colpito l’intera comunità. Un segnale di rispetto che unisce istituzioni, associazioni e gruppi folklorici nel tentativo di conciliare il valore di una tradizione profondamente radicata nell’identità cittadina con il dolore di una comunità chiamata, in queste ore, soprattutto al raccoglimento e alla vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia.






