Fondazione Taormina Arte Sicilia
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politica

Taormina, flop delle candidature ai Comitati di Quartiere: elezioni rinviate

Non raggiunto il minimo di sei candidati per ciascun quartiere. Il Comune riaprirà i termini. La scarsa partecipazione può essere spiegata anche con il periodo estivo, ma pone interrogativi sul coinvolgimento dei cittadini e sul rapporto con Palazzo dei Giurati

TAORMINA – Le elezioni dei Comitati di Quartiere di Taormina non si faranno, almeno per il momento. Alla scadenza dei termini non è stato raggiunto il numero minimo di candidature necessario per andare alle urne: servivano almeno sei candidati per ciascun quartiere. Un dato concreto che impone il rinvio delle consultazioni e che, inevitabilmente, apre anche una riflessione sulla partecipazione dei taorminesi alla vita pubblica. Il Comune riaprirà la possibilità di candidarsi e una nuova data per le elezioni non è stata ancora stabilita. La procedura, dunque, dovrà sostanzialmente ripartire dalla raccolta delle disponibilità.

Estate o disinteresse? Il dato politico

La scelta del periodo può avere avuto un peso. Agosto a Taormina significa piena stagione turistica, con una parte consistente della città impegnata nelle attività alberghiere, commerciali, della ristorazione e dei servizi. Per molti lavoratori e operatori economici sono le settimane più intense dell’anno e certamente non quelle più favorevoli per dedicarsi a un nuovo organismo di partecipazione civica. Ma la spiegazione stagionale, da sola, potrebbe non essere sufficiente. Il mancato raggiungimento persino della soglia necessaria per celebrare le elezioni rappresenta comunque un segnale di debole partecipazione rispetto a uno strumento nato proprio per avvicinare cittadini e istituzioni.

E la domanda, sul piano politico, diventa inevitabile: è anche un segnale rivolto all’Amministrazione guidata dal sindaco Cateno De Luca? Non ci sono elementi per trasformare automaticamente le poche candidature in un giudizio sull’operato della Giunta. Sarebbe una conclusione che il dato, da solo, non consente. Tuttavia l’episodio pone un problema per Palazzo dei Giurati: capire perché un progetto pensato per coinvolgere direttamente i quartieri non sia riuscito, al primo tentativo, a mobilitare un numero sufficiente di cittadini.

La partecipazione che non decolla

I Comitati dovrebbero infatti rappresentare il livello più vicino alla quotidianità dei residenti: dalle condizioni delle strade alla pulizia, dalla mobilità agli spazi pubblici, fino alle esigenze specifiche delle frazioni e delle diverse zone della città. Proprio per questo la difficoltà nel trovare candidati assume un significato che va oltre il semplice incidente procedurale. Se uno strumento di partecipazione non genera partecipazione, occorre interrogarsi sulle ragioni: scarsa conoscenza dell’iniziativa, tempi poco favorevoli, modalità di coinvolgimento insufficienti oppure un più generale distacco dei cittadini dalla vita amministrativa.

Per l’Amministrazione De Luca la riapertura dei termini diventa quindi anche un banco di prova. Non basterà raggiungere formalmente il numero minimo: la sfida sarà riuscire a spiegare utilità, funzioni e capacità d’incidenza dei nuovi organismi, affinché vengano percepiti come strumenti effettivi di rappresentanza e non come un ulteriore livello formale.

Si riparte con un nuovo modulo

C’è poi l’aspetto procedurale. Il Comune ha precisato che il modulo utilizzato nella precedente fase è nullo. Chi vorrà presentare la propria candidatura dovrà utilizzare esclusivamente il nuovo modello che sarà pubblicato dall’Amministrazione e procedere nuovamente alla protocollazione. La documentazione potrà essere depositata all’Ufficio Protocollo del Comune, inviata tramite Pec all’attenzione dell’assessore Mario Quattrocchi oppure consegnata alla Delegazione comunale di Trappitello.

Una seconda prova per i quartieri

L’obiettivo originario rimane quello di costruire una rappresentanza territoriale capace di raccogliere problemi e proposte, promuovere iniziative e collaborare con il Comune anche nella gestione e valorizzazione degli spazi pubblici.

Adesso arriverà una seconda possibilità. E sarà proprio la nuova raccolta delle candidature a fornire un’indicazione più chiara. Se con tempi diversi e una maggiore informazione la partecipazione crescerà, il primo stop potrà essere letto soprattutto come conseguenza di una partenza poco fortunata nel cuore dell’estate. Se le difficoltà dovessero ripetersi, invece, per l’Amministrazione si porrebbe con maggiore forza il tema del rapporto tra cittadini, quartieri e Palazzo dei Giurati.