TAORMINA – Tariffe che nelle ore diurne dell’alta stagione arrivano a 6 euro l’ora e una sosta di 24 ore che può raggiungere circa 120 euro. Progetto Ricostruzione Taormina riporta al centro del dibattito la gestione della mobilità a Mazzarò e Isola Bella, chiedendo all’Amministrazione comunale e ad Asm maggiore chiarezza sui prezzi del parcheggio coperto e una valutazione più ampia delle conseguenze prodotte dalle nuove politiche tariffarie. A intervenire sono Arianna Moschella e Alessio Bonesoli, che accendono i riflettori non soltanto sui costi, ma anche sulla loro visibilità prima dell’accesso alla struttura e sulle preoccupazioni manifestate dagli operatori economici della fascia costiera.
Il nodo della visibilità delle tariffe
Secondo Progetto Ricostruzione Taormina, uno degli aspetti da affrontare riguarda il modo in cui gli automobilisti vengono informati sui costi. “Il problema non è soltanto il livello delle tariffe – sostiene Arianna Moschella – ma anche il modo in cui vengono comunicate”. La rappresentante del movimento segnala che i prezzi non sarebbero esposti con sufficiente chiarezza prima dell’ingresso, con il rischio che alcuni utenti entrino aspettandosi costi più vicini a quelli ordinari e scoprano l’importo effettivo soltanto al momento del pagamento.
Moschella definisce questa situazione una “negligenza evidente” e precisa che il movimento non vuole pensare che la scarsa visibilità possa essere funzionale a una strategia finalizzata ad aumentare gli incassi. Proprio per eliminare qualsiasi dubbio, Progetto Ricostruzione Taormina chiede ad Asm di intervenire e rendere le tariffe chiaramente leggibili prima dell’accesso al parcheggio. Il movimento ricorda inoltre di avere già contestato, durante il confronto sulle nuove tariffe dell’azienda, quella che considera un’impostazione eccessivamente orientata all’incremento delle entrate. Una scelta che Progetto Ricostruzione Taormina mette in relazione con la situazione finanziaria di Asm, sostenendo che negli ultimi anni la condizione di cassa si sarebbe progressivamente deteriorata. Nella stessa presa di posizione viene inoltre evidenziato che il bilancio 2025 non sarebbe stato ancora presentato.
Le preoccupazioni degli operatori di Mazzarò e Isola Bella
Alla questione dei parcheggi si affianca quella dell’andamento della stagione turistica. Moschella riferisce di essersi confrontata nelle ultime settimane con diversi imprenditori e commercianti della zona e racconta una percezione che, a suo giudizio, merita attenzione: quella di un agosto più debole rispetto agli anni precedenti. “Non è una statistica ufficiale, ma è un segnale che arriva da chi vive quotidianamente questa parte della città e che l’Amministrazione dovrebbe ascoltare”, sottolinea Moschella. Progetto Ricostruzione Taormina evita dunque di presentare questa valutazione come un dato consolidato sui flussi turistici, ma ritiene che le indicazioni provenienti dagli esercenti non possano essere ignorate.
È su questo terreno che il tema delle tariffe si intreccia con quello della competitività della destinazione. Secondo il movimento, gli effetti delle scelte sulla mobilità non possono essere valutati esclusivamente attraverso gli incassi dei parcheggi o il numero di utenti registrato da un determinato servizio. Occorre considerare anche l’esperienza di chi raggiunge Mazzarò e Isola Bella, di chi vi lavora ogni giorno e delle imprese che operano in una delle aree turistiche più importanti di Taormina.
Sosta e controlli, la richiesta di alternative
Progetto Ricostruzione Taormina interviene anche sulla pressione esercitata dai controlli sulla sosta. Il movimento chiarisce di non mettere in discussione le sanzioni quando vengono accertate violazioni delle norme, ma sostiene che il rispetto delle regole debba essere accompagnato dalla disponibilità di soluzioni concrete. La criticità, secondo Moschella e Bonesoli, nasce quando le possibilità di parcheggio vengono progressivamente ridotte senza creare contemporaneamente alternative accessibili e funzionali per residenti e lavoratori. Una situazione che, nel medio periodo, potrebbe avere ripercussioni non soltanto sulla vivibilità della fascia costiera, ma anche sull’immagine della destinazione e sulla capacità delle attività locali di intercettare un turismo capace di soggiornare e generare indotto.
Bonesoli: “Un singolo dato non racconta l’intera mobilità”
Alessio Bonesoli concentra invece l’attenzione sulla lettura dei numeri diffusi da Asm. Il rappresentante di Progetto Ricostruzione Taormina non sostiene che i dati siano necessariamente errati, ma contesta l’utilizzo di singoli indicatori per dimostrare l’efficacia dell’intera politica tariffaria. “I dati diffusi da Asm possono essere corretti nei numeri, ma diventano fuorvianti quando vengono utilizzati per raccontare da soli il successo della nuova politica tariffaria”, afferma Bonesoli. Per il movimento, l’eventuale aumento degli utenti degli autobus o degli accessi a un parcheggio deve essere interpretato considerando contemporaneamente ciò che è cambiato nel sistema: tariffe, disponibilità di posti auto alternativi, costo della funivia e organizzazione complessiva della mobilità. “Prendere un singolo indicatore favorevole e utilizzarlo per certificare il successo dell’intera politica significa costruire una narrazione, non valutarne seriamente gli effetti”, aggiunge Bonesoli.
Il rischio di aumentare gli spostamenti in automobile
Progetto Ricostruzione Taormina individua anche quello che definisce un paradosso. Se alcune alternative diventano economicamente o logisticamente meno accessibili, sostiene il movimento, il risultato potrebbe essere un maggiore ricorso all’automobile privata, con un conseguente aumento del traffico e della congestione nelle zone più delicate. “C’è un paradosso evidente. Una politica che rende meno accessibili alcune alternative può finire per incentivivare ulteriormente gli spostamenti su gomma, aumentando traffico, congestione e pressione sulle zone già più delicate”, osserva Bonesoli. Da qui la richiesta di superare una gestione costruita attraverso singoli interventi e singole tariffe. “La mobilità non può essere affrontata voce per voce, tariffa per tariffa. Deve essere costruita come una politica complessiva di vivibilità”, aggiunge.
Il confronto si sposta sul modello di Asm
La presa di posizione va infine oltre il parcheggio di Mazzarò e investe direttamente il modello gestionale dell’azienda partecipata. Per Progetto Ricostruzione Taormina, la valutazione dell’efficienza di Asm non può basarsi soltanto sulla capacità di aumentare gli introiti o sul numero dei servizi offerti, ma deve tenere conto del rapporto tra costi sostenuti, risultati raggiunti e benefici concretamente restituiti alla città. “Il punto non è soltanto quanto Asm riesca a incassare, ma come utilizza le risorse e quale modello di gestione sta costruendo”, sostengono Moschella e Bonesoli. Il movimento pone quindi una questione politica: capire se l’aumento delle tariffe e la maggiore pressione sulla sosta siano il prezzo necessario per sostenere servizi più efficienti oppure se stiano determinando semplicemente maggiori costi a carico di cittadini, lavoratori e visitatori.
“La realtà di una città non si misura soltanto nelle dirette social o nei dati scelti per raccontare i risultati dell’Amministrazione – sottolineano Moschella e Bonesoli –. Si misura anche nell’esperienza quotidiana di residenti, lavoratori e operatori economici. Ed è proprio quella realtà che oggi chiede di essere ascoltata”. La conclusione riassume la posizione del movimento: “Amministrare con una marcia in più non significa spendere di più e poi chiedere alla città di coprire il conto. Significa usare meglio le risorse, eliminare ciò che non serve e garantire servizi migliori senza sacrificare vivibilità, sviluppo e competitività. Il successo di Asm non può essere misurato soltanto da quanto incassa: deve essere misurato da quanto valore restituisce a Taormina”.
