Grandi eventi capaci di richiamare pubblico e attenzione nazionale, ma anche una programmazione stabile che accompagni Taormina oltre i mesi tradizionalmente più affollati. È su questo doppio binario che si muove la strategia culturale della Fondazione Taormina. A fare il punto sui prossimi appuntamenti e sui progetti in cantiere è stata la presidente Valeria Brancato, ospite di Tao Mattina Live, la trasmissione di Radio Taormina Tv condotta da Carmelo Caspanello.
Il primo appuntamento in calendario è quello di sabato 19 settembre, quando il Teatro Antico ospiterà la prima edizione dei Taormina Music Awards. Una serata costruita tra musica dal vivo, talk e riconoscimenti che, nelle intenzioni degli organizzatori, punta a superare la dimensione del singolo evento per diventare un appuntamento riconoscibile e continuativo nel panorama musicale. Sul palco sono annunciati, tra gli altri, Diodato, Serena Brancale, Ermal Meta, Willie Peyote, Ditonellapiaga, Mille e Alessio Bondì con la conduzione sarà affidata a Bianca Guaccero e Pino Strabioli. Uno dei momenti più attesi sarà quello dedicato a Vasco Rossi, destinatario del Taormina Legend Award. Il rocker non sarà fisicamente presente al Teatro Antico, ma nel corso dell’intervista Brancato ha anticipato una sorpresa legata all’artista durante la serata. Un omaggio che richiama anche il rapporto tra Vasco e Taormina, celebrato in città attraverso le luminarie che riportano versi di alcuni dei suoi brani più conosciuti. Un modo per portare idealmente l’evento oltre le mura del Teatro Antico e coinvolgere direttamente la città. A Marco Masini sarà invece assegnato il Taormina Centauro Award, un altro dei riconoscimenti attraverso i quali la manifestazione punta progressivamente a costruire una propria identità.
Ma la prospettiva illustrata dalla presidente della Fondazione guarda soprattutto oltre i singoli grandi eventi. La novità più significativa riguarda infatti il Palacongressi, che per la prima volta avrà una vera stagione teatrale organica e continuativa, distribuita tra l’autunno del 2026 e la primavera del 2027. Il sipario si alzerà il 30 ottobre con Massimo Lopez e la programmazione proseguirà fino al 16 aprile. Il cartellone attraverserà generi differenti, dalla prosa alla musica, passando per balletto e musical, con l’obiettivo di intercettare pubblici diversi e restituire alla struttura una funzione culturale stabile. Tra i protagonisti annunciati figurano Maurizio Micheli, Massimo Venturiello, Francesco Scianna, Enzo Iacchetti, Simone Cristicchi, Emilio Solfrizzi e Irene Ferri.
Una proposta che non vuole rivolgersi esclusivamente ai visitatori, ma punta a coinvolgere anche i residenti e il pubblico dell’intera fascia ionica. Un’attenzione particolare sarà riservata alle scuole, per le quali sono state pensate formule dedicate. L’obiettivo è avvicinare gli studenti al teatro e creare un rapporto continuativo con le nuove generazioni, trasformando la stagione del Palacongressi anche in un’occasione di crescita e partecipazione culturale. Sul fronte della biglietteria, Brancato ha illustrato inoltre le diverse possibilità previste per favorire la partecipazione del pubblico, con formule di abbonamento e agevolazioni pensate per consentire agli spettatori di costruire il proprio percorso all’interno della stagione. Dietro la scelta di programmare spettacoli da ottobre ad aprile c’è soprattutto uno dei temi centrali per il futuro di Taormina, la destagionalizzazione. Portare pubblico in città durante l’autunno e l’inverno significa infatti provare a generare movimento anche nei mesi tradizionalmente meno interessati dai grandi flussi, con possibili ricadute non soltanto culturali, ma anche sull’economia cittadina. La stagione del Palacongressi diventa così uno dei primi banchi di prova di una strategia che punta a superare la concentrazione degli appuntamenti nel periodo estivo.
Dalle parole del presidente della Fondazione Taormina emerge quindi una città che prova a tenere insieme due dimensioni: da una parte il richiamo dei grandi eventi, a partire dai Music Awards al Teatro Antico, dall’altra la costruzione di un’offerta culturale permanente. Una sfida che passa dalla valorizzazione degli spazi cittadini e dalla capacità di trasformare la cultura in una presenza costante durante tutto l’anno.






