C’è trambusto a Palazzo Zanca attorno al nuovo contratto di servizio della Messina Social City. Tra nuovi emendamenti, contestazioni e richieste di chiarimento, il consiglio comunale ha rinviato ancora il voto sul documento che regolerà per il prossimo triennio i rapporti tra il Comune e l’azienda speciale incaricata della gestione dei servizi sociali.
Il confronto si concentra su un provvedimento che prevede trasferimenti superiori a 53 milioni di euro, esclusi i fondi extra-bilancio. L’opposizione, dopo aver ritirato una cinquantina di emendamenti, ne ha presentati altri trenta. Nel frattempo, si attendono le risposte della segretaria generale Rossana Carrubba ai quesiti formulati da Marcello Scurria sulla regolarità della convocazione e sulla completezza degli atti allegati.
Ulteriori dubbi sono stati sollevati dal capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni, che ha evidenziato l’assenza del bilancio 2026-2028 approvato dal consiglio comunale. A complicare il percorso è stato anche l’arrivo tardivo delle integrazioni documentali predisposte dall’amministrazione. La discussione riprenderà domani, all’ora di pranzo, in un clima di tensione politica attorno a un’azienda che conta oltre 1.300 dipendenti e rappresenta un punto centrale del sistema di assistenza cittadino.
Per approfondire la vicenda, ascoltate l’intervista del consigliere comunale Dario Carbone.






