Il Patto d’Area della zona ionica, la qualità del lavoro nel turismo e la necessità di trasformare la destagionalizzazione in maggiore stabilità occupazionale. Sono stati questi i temi al centro dell’intervista a Pietro Patti, segretario generale della Cgil Messina, ospite questa mattina di Tao Mattina Live, la trasmissione di Radio Taormina Tv condotta da Carmelo Caspanello. Patti ha illustrato la posizione del sindacato dopo la mancata sottoscrizione del Patto da parte di Filcams Cgil e Uiltucs. Una decisione che nasce dalle critiche al metodo seguito per arrivare all’accordo e dai dubbi sulla capacità del documento di trasformare gli obiettivi indicati in impegni concreti, verificabili ed esigibili per i lavoratori.
“È mancato un vero confronto”
Il primo nodo riguarda il percorso che ha portato alla definizione del Patto d’Area. Cgil e Uil sostengono che il testo sia stato sostanzialmente presentato già definito, senza consentire alle organizzazioni coinvolte di partecipare pienamente alla sua costruzione attraverso proposte, modifiche e integrazioni. Secondo la posizione illustrata da Patti, un accordo destinato a incidere sul mercato del lavoro di Taormina e della zona ionica dovrebbe invece nascere da un confronto tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, enti locali e organi ispettivi. L’obiettivo è costruire uno strumento nel quale principi e buoni propositi siano accompagnati da regole precise, responsabilità e risultati concretamente verificabili.
Destagionalizzazione, dalle intenzioni ai risultati
Uno dei temi centrali dell’intervista è stato quello della destagionalizzazione. Per la Cgil, allungare la stagione turistica non basta se questo processo non determina anche un miglioramento delle condizioni occupazionali. Il sindacato propone di misurare i risultati attraverso parametri precisi: aumento delle giornate effettivamente lavorate, maggiore durata media dei contratti, crescita delle trasformazioni a tempo indeterminato, riduzione del part-time involontario e incremento dell’occupazione nei mesi di bassa stagione. La sfida, secondo la Cgil, è quindi trasformare l’allungamento del calendario turistico in maggiore continuità del lavoro, evitando che la destagionalizzazione rimanga soltanto un obiettivo dichiarato.
Contratti, lavoro povero e dumping
Altro capitolo centrale riguarda la qualità dei contratti. La Cgil chiede l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali confederali e indica nel contrasto al dumping contrattuale uno degli strumenti necessari per tutelare maggiormente i lavoratori. Il tema si intreccia con quello del lavoro povero. La crescita e il posizionamento internazionale di una destinazione turistica come Taormina, nella visione sindacale, devono procedere insieme al miglioramento delle condizioni economiche e professionali di chi opera negli alberghi, nella ristorazione, nel commercio e nei servizi. Anche la sicurezza sui luoghi di lavoro deve diventare parte sostanziale dell’accordo, attraverso strumenti di controllo e impegni dei quali sia possibile verificare l’effettiva applicazione.
Il problema dei parcheggi per chi lavora a Taormina
Durante l’intervista si è parlato anche di uno dei problemi che incidono direttamente sulla quotidianità di chi raggiunge Taormina per lavorare: parcheggi e mobilità. La Cgil ha posto l’accento sui costi sostenuti dai pendolari, chiedendo che un Patto d’Area sul turismo affronti anche le condizioni materiali necessarie per raggiungere il posto di lavoro. Per molti dipendenti del comparto turistico, infatti, la mobilità rappresenta una voce di spesa significativa. Il problema diventa ancora più rilevante per stagionali e lavoratori con contratti a termine, per i quali il costo mensile della sosta può incidere sensibilmente sul reddito.
Nella prospettiva indicata dal sindacato, la sostenibilità di una destinazione turistica non può quindi essere misurata soltanto attraverso presenze, fatturati e durata della stagione, ma deve tenere conto anche delle esigenze di chi contribuisce quotidianamente al funzionamento della città.
“Disponibili a costruire un Patto realmente condiviso”
La mancata firma di Filcams Cgil e Uiltucs non rappresenta, nelle intenzioni delle organizzazioni sindacali, la chiusura del confronto. Cgil e Uil hanno ribadito la disponibilità a tornare al tavolo per costruire uno strumento diverso, purché venga garantita a tutti i soggetti coinvolti la possibilità di partecipare concretamente alla definizione dell’accordo. Il confronto sul Patto d’Area si sposta quindi dalla semplice enunciazione degli obiettivi alla loro effettiva applicazione. Destagionalizzazione, qualità dei contratti, salari, sicurezza, mobilità e contrasto al dumping diventano i parametri sui quali verificare se l’accordo riuscirà realmente a migliorare il lavoro nel turismo. Una partita che riguarda direttamente Taormina e l’intera zona ionica, dove la forza dell’economia turistica rende la qualità dell’occupazione uno degli elementi centrali per costruire un modello di sviluppo sostenibile anche per chi ogni giorno lavora nel territorio.






