Operazione antidroga dei Carabinieri sui Nebrodi, dove cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine su una presunta rete di spaccio di sostanze stupefacenti attiva tra Mirto e diversi centri del comprensorio. Il blitz è scattato questa mattina a Mirto, Sant’Agata di Militello, Messina e Barcellona Pozzo di Gotto, dove i militari della Compagnia di Sant’Agata di Militello hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti, su richiesta della Procura della Repubblica.
Per uno di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri due gli arresti domiciliari, mentre i restanti due sono stati sottoposti all’obbligo di dimora. Il provvedimento rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa avviata nel 2024 e coordinata dalla Procura di Patti. Le indagini, condotte dai Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Sant’Agata di Militello, si sono sviluppate attraverso attività tecniche, accertamenti e numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, che hanno consentito agli investigatori di ricostruire modalità operative e collegamenti tra i soggetti coinvolti. Secondo quanto emerso, il presunto gruppo criminale avrebbe individuato nel comune di Mirto il principale punto di riferimento per lo smercio di cocaina, hashish e marijuana, estendendo tuttavia la propria attività anche nei territori di Frazzanò, Capo d’Orlando, Capri Leone e Longi. Una rete di distribuzione che, stando alla ricostruzione investigativa, avrebbe interessato diversi centri dell’area nebroidea.
Nel corso delle investigazioni, i militari hanno effettuato numerosi interventi di riscontro, culminati nel sequestro di sostanze stupefacenti. Elementi che hanno contribuito a consolidare il quadro indiziario raccolto dagli inquirenti e a delineare le presunte responsabilità dei soggetti sottoposti a indagine. Tra gli aspetti più rilevanti emersi figura anche la cessione di droga a minorenni, circostanza documentata dagli investigatori nel corso degli accertamenti. In un altro episodio, i Carabinieri hanno inoltre ricostruito il comportamento di un assuntore che, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, si sarebbe allontanato dalla propria abitazione, violando le prescrizioni della misura cautelare, per acquistare sostanze stupefacenti da alcuni degli indagati. Gli elementi raccolti durante l’attività investigativa hanno quindi portato la Procura della Repubblica di Patti a richiedere l’applicazione delle misure cautelari, successivamente disposte dal gip ed eseguite dai Carabinieri nelle quattro località interessate dall’operazione.
